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ursa, chiesta la modifica di un capo di imputazione

Crollo dei capannoni Decisione rinviata

Crollo dei capannoni Decisione rinviata

STELLATA. Tutto rinviato al 18 dicembre. Ieri era attesa la decisione del giudice Tassoni sulle due richieste di rinvio a giudizio e le due richieste di proscioglimento presentate dalla procura nei...

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STELLATA. Tutto rinviato al 18 dicembre. Ieri era attesa la decisione del giudice Tassoni sulle due richieste di rinvio a giudizio e le due richieste di proscioglimento presentate dalla procura nei confronti dei quattro imputati accusati di aver causato - seppure indirettamente - la morte di Tarik Naouk, il giovane operaio rimasto ucciso nel crollo dell’Ursa durante il sisma del 2012. Il gup invece ha invitato il pubblico ministero a rivedere il capo di imputazione contestato al costruttore dei capannoni, Simonello Marchesini della Stimet di Arezzo, per il quale era stato chiesto il proscioglimento. A uccidere Tarik fu una trave caduta perché priva di armatura, secondo le conclusioni del consulente della parte civile, ed è anche sulla scorta di questi risultati che il gup ha ipotizzato un diverso capo di imputazione per Marchesini in quanto “datore di lavoro” e “controllore” del progettista Pierantonio Cerini, per cui il pm ha chiesto il rinvio a processo. Gli altri due imputati sono l’ingegner Mauro Monti, collaudatore dell’opera e il direttore dei lavori Franco Mantero, per i quali il pubblico ministero ha chiesto, rispettivamente, il rinvio a giudizio e il proscioglimento. Richieste sulle quali il gup, al netto del “suggerimento” rivolto alla procura, potrebbe pronunciarsi già il 18 dicembre.

Ma l’inchiesta sulla tragedia dell’Ursa è destinata ad avere altri sviluppi autonomi rispetto al filone già approdato all’udienza preliminare. Un’inchiesta bis che vede altre due persone indagate proprio sulla base di elementi emersi nel corso delle udienze davanti al gup. I due indagati potrebbero dunque essere il costruttore e il progettista della trave prefabbricata che, non armata, cedette per la scossa del terremoto e con un effetto-domino face crollare la copertura del capannone.

In aula erano presenti anche la sorella e la mamma di Tarik, due delle cinque parti civili costituite attraverso l’avvocato Claudia Tassinari.