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Geotermia, breve brindisi dei comitati

Geotermia, breve brindisi dei comitati

Soddisfazione per l’addio alla versione-trivelle Hera, ma l’ipotesi centrale a metano è già nel mirino: polveri molto dannose

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Hera cambia obiettivo e per rafforzare la rete di teleriscaldamento cittadina sposta l’attenzione dal contestatissimo, e da troppo tempo bloccato, progetto di nuova centrale Geotermica a Malborghetto, con connesse trivellazioni nel sottosuolo, alla centrale termica ex Sant’Anna, adatta a trasformarsi in una caldaia a metano per scaldare acqua al posto del calore geotermico. Ma se l’obiettivo di Hera, e del Comune, era quello di smorzare le polemiche ambientaliste, non sembra aver colto nel segno, a giudicare dalle prime reazioni degli ambientalisti, che dopo brevissimi brindisi si stanno già concentrando sui nuovi scenari. «Sono certo soddisfatto dell’abbandono della trivellazione - dice ad esempio Luigi Gasparini, medico e referente dei comitati sul fronte della salute - ma è l’essenza dell’allargamento della Geotermia, cioè l’utilizzo a piena capacità dell’inceneritore, a tenerci in allarme. Finché non si capirà che l’inceneritore va utilizzato in misura sempre minore, con l’aumento della raccolta differenziata, non si faranno passi in avanti, e la responsabilità di questa situazione è dei garanti della salute pubblica. Siamo poi preoccupati per l’idea di sostituire la fonte geotermica con una nuova, grande centrale a metano, in grado di sostituire tante piccole centrali dei condomini. È vero che le emissioni globali in atmosfera sarebbero minori, in questa maniera, ma si moltiplicherebbero le polveri ultrafini, 2,5 microgrammi, che sono le più dannose per la salute in quanto penetrano a fondo nell’organismo».

Anche per Maria Teresa Pistocchi, esponente M5S e componente dei comitati anti-trivellazioni: «Hera evidentemente non ha più interesse all’investimento, perché se è vero che trivellare è diventato più complicato, dopo il sisma, è anche vero che lo Sblocca Italia apre autostrade ai tanti progetti estrattivi del nostro territorio. Dopo questa buona notizia per i comitati, il cui lavoro è sempre più difficile e faticoso, dovremo concentrarsi sul monitoraggio delle trivellazioni e delle altre emergenze ambientali sempre più trascurate dai governanti. C’è ad esempio il continuo allarme del Consorzio di Bonifica sulla tenuta del nostro sistema di canali, che solo adesso, dopo un’interpellanza M5S, sembra essere uscito dai cassetti del Comune». E l’energia? «Bisogna risparmiarla, l’energia, con le coibentazioni stile Alto Adige» conclude Pistocchi.

Diverso il punto di vista di Marco Piva (Comitato via Conchetta), che esprime la soddisfazione ma anche le recriminazioni dei residenti della zona oggetto dell’intervento giubilato: «Non abbiamo brindato, anche se ci fa piacere che Hera abbia rinunciato. Non pensavamo che la nostra opposizione andasse a buon fine, pensavamo però di essere le giusto e che la cosa andava fatta. Il sindaco dice che ha perso la città? Io penso che abbia vinto il buon senso e che a guadagnarne sarà la salute dei cittadini. Perché noi non ci siamo opposti alla geotermia, ma questa falsa geotermia che ha bisogno dell’inceneritore e di tre turbine a metano. Così non va, è come se uno si vantasse di essere un grande amatore ma in realtà il merito è solo delle tre scatole di viagra. Il nostro avversario non è mai stato Hera, che in fondo è un’azienda e fa il suo gioco, noi eravamo contro questi amministratori comunali, che purtroppo hanno vinto ancora e ancora ci governano. Non sono stati loro a dire no alla centrale, ma a decidere è stata la logica d’impresa. Forse, anche causa della nostra azione e della dilatazione dei tempi, l’investimento non era più strategico. O forse sono stati spaventati, specie dopo i fatti della sede Hera di Bologna, dai costi per la bonifica dell’area attorno al vecchio inceneritore di via Conchetta. E certa avrà influito il nuovo assetto di Hera e il fatto che il ferrarese Maurizio Chiarini non è più alla guida dell’azienda».