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Maxi blitz contro i pescatori di frodo, sequestro record di quattro chilometri di reti

Samuele Govoni
Gli ispettori della polizia provinciale con le reti sequestrate
Gli ispettori della polizia provinciale con le reti sequestrate

Avevano già raccolto  tre tonnellate di pesce, l'operazione della polizia provinciale e carabinieri nelle Valli del Mezzano:  se il materiale fosse finite nell'impiato idrovoro danni per migliaia di euro 

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FERRARA. Quattro chilometri di reti da pesca sequestrate e tre tonnellate e mezzo di pesce liberato per un valore complessivo di settemila euro. E' questo il bilancio dell'operazione svolta dagli agenti della polizia provinciale durante un servizio notturno mirato al contrasto del bracconaggio della pesca all'interno delle valli del Mezzano. All'operazione, che si identifica come il più grande recupero di reti abusive in provincia di Ferrara, hanno partecipato anche carabinieri e consorzio di bonifica. Ieri mattina nel corso della conferenza stampa il colonnello dei carabinieri, Bartemucci, e il comandante della polizia provinciale, Castagnoli, hanno spiegato come si è svolta l'azione. "Qualche mese fa - ha introdotto l'uomo dell'Arma - siamo intervenuti su alcuni pescatori di frodo di nazionalità rumena che operavano in zona Valle Lepri. Con questa operazione proseguono le nostre azioni congiunte mirate al contrasto della pesca abusiva". Durante un servizio notturno gli agenti della polizia provinciale hanno notato l'assenza del lucchetto sulla sbarra posta per interdire l'accesso motorizzato ai non autorizzati alla sommità arginale del canale circondariale Bando Valle Lepri. "Le reti - ha spiegato Castagnoli - non erano ancorate e se si fosse azionato l'impianto idrovoro, vicinissimo, sarebbero state risucchiate e avrebbero rotto l'impianto provocando danni per migliaia di euro. Nei tramagli calati in acqua ci erano intrappolati pesci di diverse specie, tra cui un 70% di carpa argentata o temoli russi, un 15% di siluri, un 10% di carpe ed il rimanente di altre specie sempre alloctone. Le operazioni di recupero degli attrezzi della pesca abusiva (reti, numerosi sacchi di grandi dimensioni e un gommone di tre metri e mezzo di lunghezza) e di liberazione del pesce ancora vivo, sono durate dalle 2 fino alle 11 del mattino. I pescatori di frodo - conclude - consapevoli della "strategia" utilizzata dai pesci in inverno, ovvero raggrupparsi in spazi relativamente coperti per contrastare il freddo, avrebbero potuto colpire con facilità ma anche questa volta è stato sventato il colpo".