La Nuova Ferrara

Ferrara

Mazzetta pagata all’ombra del duomo

di Daniele Predieri

Il titolare di un locale pubblico ha consegnato la busta con 10mila euro all’intermediario del funzionario Agenzia Entrate

3 MINUTI DI LETTURA





La mazzetta è stata consegnata martedì scorso, all’ora di pranzo, in pieno centro città, all’ombra del Duomo e nei pressi di un locale famosissimo a tanti: 10mila euro in banconote segnate, dentro una busta, consegnata a Maurizio Palma, 54 anni, professione rappresentante, ferrarese Doc. Palma li aveva ricevuti dal titolare del locale per far chiudere un occhio al funzionario dell’Agenzia delle entrate, Leopoldo Lunadei, 54enne anche lui, napoletano ma ferrarese d’adozione, impiegato di Area 2, con ruolo decisionale non importante, dunque non funzionale - in teoria - ad eventuali ricatti o pressioni verso utenti. L’imprenditore aveva finto di accettare il ricatto, denunciando tutto alla finanza che era presente allo scambio della mazzetta facendo scattare l’arresto per Palma, prima e Lunadei, poi. Perchè i due erano d’accordo, secondo gli inquirenti, nel chiedere la mazzetta per rendere l’«accesso breve», un controllo fiscale preliminare al locale pubblico, più blando. Ma per rendere il ricatto più evidente, fruttuoso e convincente- questa sarebbe una prova dell’accordo - Palma avrebbe presentato al negoziante documenti che lo riguardavano dell’Agenzia delle entrate. Per tutto questo, e tanto altro, sono stati arrestati insieme e ora entrambi sono in una cella lontana da altri detenuti, perchè i ‘colletti bianchi’ corrotti non sono ben visti, nemmeno in carcere. Resteranno qui all’Arginone almeno fino all’udienza di convalida di domani: insieme hanno finora condiviso l’arresto in simultanea, poi la cella e davanti al giudice domani le accuse di concussione per aver, insieme - in concorso - ricattato l’imprenditore ferrarese, un negoziante del centro storico, per quella tangente da 10mila euro. Lunadei aveva eseguito l’«accesso breve» diverse settimane fa e aveva subito detto al titolare del locale pubblico che «la sua era una brutta situazione», facendogli capire che la sua verifica preliminare avrebbe potuto far scattare altri controlli più incisivi e quindi sanzioni pesanti. In un secondo momento, poi, secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’imprenditore sarebbe stato contattato da Palma che gli aveva suggerito di poter fare qualcosa per lui, in cambio di quei soldi, quella tangente da girare a Lunadei. I due arrestati si difenderanno davanti al giudice dalle accuse di procura e finanza, ma già attraverso i rispettivi legali, abbozzano una prima difesa. Per Lunadei, l’avvocato Lorenzo Bramante attende di leggere attentamente le carte ma eccepisce le parole riferitegli dal funzionario dopo l’arresto: «Io di quei soldi non so nulla». Palma, assistito dall’avvocato Andrea Marzola, aveva ribadito agli stessi finanzieri di essere finito in una cosa troppo grande per lui, per sbaglio: «Ho fatto una cazzata» andava ripetendo nella caserma della Finanza, anche perchè ancora convinto di aver voluto fare un favore ad un amico, il commerciante, poi concusso. Tanti dunque fatti e circostanze da chiarire per una inchiesta che ha mosso appena i primi passi. Non solo per procura e finanza, anche per l’Agenzia delle entrate che attraverso il proprio Audit interno (ispettori delle sedi provinciali) ha aperto un’indagine interna, atti che dovranno verificare se l’operato di Lunadei è stato regolare e legale. D’altronde, come ha riferito lo stesso procuratore capo a la Nuova Ferrara, occorre verificare se quella che è costata l’arresto e il carcere ai due sia stata solo una «cazzata» o qualcosa di ben più grave, un fatto che nasconde un comportamento che dura da tempo, forse non isolato: insomma, in teoria quella per cui è stato arrestato il funzionario dell’Agenzia delle entrate potrebbe non essere la sola mazzetta intascata. Teoria e ipotesi e nulla più. E così, l’inchiesta di finanza e procura parte proprio da qui, per verificare quanto il fenomeno possa essere esteso, quanto il funzionario possa aver macchinato e ricattato. D’altronde, la stessa Agenzia delle entrate, come ha ricordato la finanza nella nota di ieri , «è parte lesa nella vicenda e sta fornendo pieno supporto alle indagini».