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Over 40, il dramma di chi perde il lavoro

Over 40, il dramma di chi perde il lavoro

COMACCHIO. C’è un vissuto di vergogna, senso di impotenza, depressione, disperazione ed emarginazione che accomuna le storie di chi ha perso il lavoro dopo i 40 anni, magari dopo un trascorso da...

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COMACCHIO. C’è un vissuto di vergogna, senso di impotenza, depressione, disperazione ed emarginazione che accomuna le storie di chi ha perso il lavoro dopo i 40 anni, magari dopo un trascorso da manager o con impieghi di alta specializzazione. Ieri sera a palazzo Bellini, l’incontro sulla disoccupazione matura, promosso dalla Società ferrarese di psicologia e dall’associazione “Lavoro over 40”, in collaborazione con l’Asp del Delta Ferrarese, Comune e Provincia, ha alzato il velo sulla dura realtà che affligge una fetta sempre più consistente della popolazione in età lavorativa. Lucia, 50 anni, non lavora da un biennio, Umberta, sua coetanea parla di «disfatta totale, dopo averle provate tutte, ma alla fine scopri che anche per fare le pulizie prendono solo extra-comunitari perché li pagano poco e in nero», Corrado, 52 anni, dopo una brillante carriera da manager, ora è “casalingo e baby sitter”, poi ancora c’è Luisa, 47 anni, che si sente «guardata come una marziana, perché alla fine dei conti è diventato un lavoro anche cercare lavoro». Tante sono le storie che si sono intrecciate in sala polivalente “San Pietro” durante l’incontro pubblico, che ha messo in luce come perdere il lavoro in età matura muti profondamente l’identità dell’individuo, tanto da annichilirlo e farlo sentire privo di speranze. Tra loro anche Paolo Gallerani, che da disoccupato ora è divenuto il presidente dell’associazione “Lavoro over 40, grazie ai progetti di consulenza di gruppo ed individuale avviati da qualche anno a questa parte dalla società ferrarese di psicologia. «Ho compiuto un percorso psicologico di gruppo – ha raccontato Gallerani . che mi ha permesso di affrontare senza il pudore e la paura di prima nuovi colloqui di lavoro. Quando mi presento non avverto più un senso di angoscia davanti alla classica domanda cosa stai facendo ora? – ha aggiunto-». L’assessore alle politiche sociali Sergio Provasi è entrato nel merito della sua esperienza personale, aggiungendo che «anch’io ho avuto problemi di lavoro, anche se ora ricopro una funzione pubblica. E’ importante saper guardare il problema negli occhi come sto facendo io attualmente». Stasera alle 21 performance teatrale ad ingresso gratuito con la compagnia “Giravolta”.(k.r.)

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