«Serve la collaborazione di tutti»
L’appello del procuratore Cherchi: si denuncino i fatti, noi faremo le indagini
Sorride quando gli ricordiamo che l’arresto del funzionario dell’Agenzia delle entrate, per una mazzetta da 10 mila euro, è caduto nella giornata mondiale contro la corruzione: ma il suo è un sorriso amaro perchè nasconde tutte le difficoltà di chi di mestiere fa l’accusatore per perseguire reati di corruzione e concussione: «Questa vicenda di cui parliamo è nata per caso dalla denuncia di un imprenditore - sottolinea subito il procuratore capo Bruno Cherchi che ha firmato con il pm Filippo di Benedetto gli atti dei due arresti per concussione -. Senza dubbio per perseguire fatti di questa natura è assolutamente necessaria la partecipazione dei cittadini e le loro denunce».
Sollecitato da la Nuova Ferrara, il procuratore lancia una sorta di appello che in passato altri suoi predecessori (inchiesta Mazzettopoli, geometri corrotti del Comune di Ferrara) avevano proposto alla città e agli imprenditori ricattati: «chiunque eventualmente si dovesse trovare in queste condizioni (di ricatto o richieste di denaro, ndr) deve assolutamente segnalare e denunciare le pressioni ricevute: la copertura investigativa che viene data a questi fatti è confermata dall’indagine che abbiamo concluso, poichè ad ogni fatto segnalato segue sempre un accertamento».
Dunque, chi sa parli, o ancor meglio chi è ricattato, denunci.
E’ bene ricordare infatti che, come i tecnici spiegano, fatti come quello per cui sono scattati gli arresti (corruzioni e tangenti nella pubblica amministrazione) sono considerati “reati spia”, che nascondono situazioni di illegalità più gravi o ramificate. «Ora sulla base degli atti che si raccoglieranno - spiega Cherchi - verranno attivate le dovute verifiche e certamente faremo accertamenti ulteriori, ma si deve anche spiegare che si tratta di reati non facili da perseguire, soprattutto se non c’è partecipazione o collaborazione». Per indagare per corruzione o concussione occorrono prove blindate: il classico scambio di denaro e la collaborazione della vittima ricattata. Cherchi non vuole (e non può, giustamente) sbilanciarsi sul fenomeno della corruzione a Ferrara, nè vuol essere allarmista o riduttivo, e chiude ribadendo «l’invito a chiunque a non sottostare alle pressioni e denunciarle». (d.p.)
