I commercianti e la corruzione: «Denunciate, sarete tutelati e protetti»
L’invito di Confesercenti, Ascom e Cna agli associati: «nessuna illegalità tra commercianti, ora i magistrati dicano di più»
Tutta la città ne parla da tre giorni, ma la verità della mazzetta scambiata sotto il duomo, solo questa mattina si potrà conoscere: attraverso gli interrogatori in carcere dei due arrestati, Leopoldo Lunadei, funzionario Agenzia entrate e Maurizio Palma, l’intermediario che ha proposto lo scambio all’imprenditore ricattato e concusso che denunciò tutto, facendo intervenire allo scambio della mazzetta i finanzieri, con le manette. La verità potranno raccontarla solo loro due, ma il dubbio degli inquirenti ruota attorno ad una domanda: si è trattato di un fatto isolato oppure nasconde una prassi prolungata nel tempo? E se sì, dunque, potrebbero esser altri gli imprenditori, artigiani, esercenti sotto ricatto?
Il panorama che offrono dal loro osservatorio i responsabili delle associazioni di categoria, però, sembra smentire la tesi di un fenomeno diffuso.
Alessandro Osti, Confesercenti.
«Vediamo tutti i giorni a livello nazionale fatti di corruzione di ogni tipo - esordisce Alessandro Osti, direttore di Confesercenti - e anche qui a Ferrara non siamo certo diversi, non è isola felice la nostra città. Da qui a sostenere si tratti di qualcosa di diffuso non saprei, so che non abbiamo mai avuto segnalazioni di associati in queste situazioni di ricatto o altro, spero sia un caso sporadico e solo i magistrati potranno dirlo». Nessun indizio, sospetto, segnale? «Guardi, ribadisco mai avuto sentore di nulla, mi auguro possa esser così anche in futuro. Per quanto riguarda Confesercenti, facciamo nostre le parole del procuratore Cherchi: l’invito ai nostri associati a segnalare qualsiasi cosa agli inquirenti».
Giulio Felloni, Ascom.
«Innazitutto posso affermare che questo è un ottimo risultato ottenuto grazie al grande lavoro svolto dagli inquirenti. Noi come Ascom siamo ai tavoli della prefettura sulla sicurezza, in cui siamo chiamati ad un confronto sulla legalità, in primis abusivismo e contraffazione. Certo qui parliamo di altri fatti, ma il risultato ottenuto in questi giorni è la dimostrazione della grande fiducia verso finanza e procura e la consapevolezza che il denunciare fatti non è rischioso, perchè chi si espone si sente protetto».
A maggior ragione denunciare e segnalare fatti può davvero innescare un cambio culturale: «In un momento come questo dove la criminalità si acuisce e la crisi porta a consumare maggiori reati, devo dire che poter essere affiancati dalle forze dell’ordine che ci tutelano e proteggono, aiuta a superare momenti difficile come questo». In passato vi erano stati altri casi di corruzione, mai nel settore del commercio: «A Ferrara finora non abbiamo mai avuto episodi così eclatanti, in ogni caso dobbiamo tutelarci e avere gli inquirenti come referenti per il commercio: per questo motivo il nostro è un obbligato e doveroso invito a dare immediatamente comunicazione agli inquirenti». «Infine, guardare come si è conclusa questa operazione, almeno leggendo le cronache, si può soltanto dire bravi a finanza e procura: la loro è stata dimostrazione efficace della capacità di tutelare chi denuncia».
Corradino Merli, Cna. «Abbiamo più di 5000 associati e mai abbiamo avuto segnalazioni di fatti analoghi, mentre ad esempio, sul fenomeno dell’abusivismo, sono tanti a contattarci». «Certo - continua - non posso escludere sinceramente che non vi siano episodi, francamente non abbiamo mai avuto sentore di casi di illegalità di questa natura. E dire che con molto associati c’è un rapporto stretto, diretto, ci avrebbero segnalato qualcosa: a nome di Cna, facciamo nostro l’invito a chi viene ricattato a denunciare subito senza timori».
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