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Scuole esternalizzate. La qualità resta garantita

Talmelli (Pd) replica alle proteste dei genitori degli alunni di Pacinotti e Jovine. «A Ponte e Baura fu lo stesso, ora sono contenti. E sui risparmi si fa demagogia»

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Esternalizzare i servizi non significa diminuirne la qualità. E la sollecitazione a risparmiare “in altro modo” non accompagnata da proposte è solo demagogia. Su questi due punti poggia la replica del consigliere comunale del Pd Alessandro Talmelli a quanti - sindacati e famiglie - protestano all’annunciata esternalizzazione delle scuole d’infanza Pacinotti e Jovine. Polemiche che, ricorda Talmelli, non erano mancate nell’agosto del 2010 quando si decise di affidare a cooperative sociali le scuole di Boara e Pontelagoscuro. Che ne è stato di quel malcontento? Chiede il consigliere: «Qualcuno si è mai preso il disturbo di andare a chiedere a quei genitori - che prima protestavano così veementemente - se la realtà è stata così terribile come loro paventavano? Gli attuali contestatori avrebbero certamente delle sorprese nel sentire dalla viva voce dei quei genitori che tutti i timori ideologici si sono rivelati totalmente infondati. Non si va da nessuna parte se si continua ad agitare slogan ideologici - in questo caso con l'aggravante di utilizzare strumentalmente i bambini, che nel linguaggio della protesta verrebbero addirittura "vessati" da un affidamento ad una gestione esterna - che non tengono minimamente conto non solo della logica, ma anche di quello che accade in tutte le altre città emiliano-romagnole». Le alternative emerse in consiglio comunale, del resto, vanno dall’«affidamento a cooperative di extracomunitari di strutture frequentanti esclusivamente bambini stranieri», e «di non far pagare più i servizi ai cittadini residenti a Ferrara lasciandoli totalmente gratuiti». Per questo risultano ancora più indigesti gli attacchi «esclusivamente a quelle forze che responsabilmente si preoccupano di mantenere i servizi anziché chiuderli». Ma la demagogia non si limita al Consiglio, contrattacca Talmelli. Riguarda anche quei genitori che non spiegano «questo famigerato "altro modo" con cui reperire i risparmi», a maggior ragione a fronte di una crisi economica e una razionalizzazione dei bilanci pubblici senza precedenti, unite a un taglio alla spesa corrente pari al 20% negli ultimi cinque anni. «Senza questi dettagli conclude Talmelli - la protesta diventa solo demagogia, che non aiuta ne' il dibattito pubblico a crescere in maturità, ne' la politica a prendere la decisione giusta: ciò che serve infatti è che tutti quanti insieme ci possiamo sedere allo stesso tavolo confrontandoci su che cosa possiamo fare per mantenere i nostri servizi educativi all'Infanzia che sono l'orgoglio della nostra Amministrazione indicando soluzioni che possano essere sostenibili nei confronti di tutto quanto il bilancio comunale».