Da Cento il no a tutte le mafie
Studenti e cittadini protagonisti dell’iniziativa di Libera con i testimoni della lotta alla camorra
CENTO. «Dai giovani di Cento, un impegno reale sul tema dell'antimafia. Perché, per combattere la mafia, bisogna osare...».
Tra 140 ragazzi dell'Isit Bassi Burgatti, poi in serata al cinema Don Zucchini, con Simmaco Perillo (presidente Coop sociale Al Di Là dei sogni) e Giuliano Ciano (presidente del Consorzio Nuova Cooperazione Organizzata - Nco) e il reporter Mauro Pagliano, storie di coraggio e di riscatto sociale, nella provincia di Caserta, attraverso la riappropriazione del territorio e la gestione dei beni confiscati alla camorra.
Nel ciclo delle conferenze del secondo giovedì del mese, organizzate dal Centro cinema Don Zucchini, si è tenuta giovedì l'iniziativa “Facciamo il pacco alla camorra”, organizzata dal Presidio Centopievese di Libera. Dal gusto dell'impegno, i sapori della legalità spiegati da Perillo e Ciano: «Facciamo un pacco alla camorra, è una scatola con diversi prodotti realizzati sui terreni confiscati alla mafia e un modo per sbeffeggiare quel sistema imposto dalla criminalità organizzata che per troppi anni ha fatto il pacco a noi».
Dalla voce di Ciano e Perillo, un messaggio forte e diretto, di coraggio e speranza, raccolto dalla platea del don Zucchini come dai ragazzi dell'Isit, istituto che da anni partecipa ai campi di Estate Libera. Grazie al Presidio di Libera del Centopievese, a Cento, una storia di resistenza e di impegno quotidiano sul territorio messo in campo a partire dal 2004 da un gruppo di giovani casertani che oggi fanno capo a cinque cooperative sociali, impegnate nel welfare e nei diritti degli ultimi (salute mentale e dipendenze) e riunite nel Consorzio nel 2012: «Per combattere la mafia, per rilanciare il territorio e riaffermare i diritti e la comunità, occorre occuparsi di economia e invertire quel modello negativo e distruttivo instaurato dalla criminalità organizzata». Nasce così la Rete di economia sociale che «unisce imprese profit e non, imprenditori che hanno denunciato il racket, associazioni e realtà del terzo settore» e che punta a «ricostruire e rigenerare un’economia sociale come antidoto all'economia criminale». Rafforzata così, tra la Cooperativa 'Al di là dei sogni' di Sessa Aurunca, Cento e i suoi giovani, una relazione positiva già intrecciata, attraverso i campi di Estate Libera, l'associazione Libera e il Comitato Don Beppe Diana: «Parlare ai ragazzi, e non solo - ha spiegato Perillo - è un modo per provare ad aprire gli occhi insieme su questi territorio: la camorra ha maglie e reti dovunque, anche e soprattutto, da ciò che emerge dalle indagini della Dda, in Emilia Romagna».
Beatrice Barberini
