La Casa del sollievo voluta dall’Ado Ecco la prima pietra
Sorgerà in via Beethoven e ospiterà anche i malati di Sla La presidente: raccolti 2 milioni, ne servono altrettanti
E' stato il sindaco Tiziano Tagliani a posare ieri a mezzogiorno in via Beethoven, la prima pietra della Casa del sollievo con la benedizione di don Giovanni Pertile, cappellano dell'ospedale di Cona; si tratta di un grande progetto che Ado sta per realizzare per i malati di Sla. La struttura sorgerà su un'area del Comune, recupererà un vecchio fienile abbandonato e sarà dotata di 20 stanze singole e quattro per anziani soli ed in difficoltà, ognuna con il proprio giardino indipendente; avrà inoltre un Teatro, un auditorium, una sala congressi, palestra per la riabilitazione, cucine, spogliatoi per il personale medico e paramedico, uffici, realizzati in parte con prefabbricati in legno, pannelli solari ed un'autonomia elettrica, il tutto in un ampio spazio verde.
Il primo a congratularsi con Daniela Furiani presidente Ado che ha già realizzato l'Hospice di via Veneziani e di Codigoro, è stato il prefetto Michele Tortora, che ha sottolineano la presenza di una grande associazionismo in grado di arrivare laddove lo Stato è carente. Poi il sindaco Tagliani ha ribadito come il pubblico per procedere abbia bisogno di fondi sicuri, mentre il privato può affrontare situazioni così importanti facendo affidamento sulla generosità della gente. «La Fondazione Ado - ha concluso Tagliani - nasce infatti a Ferrara da una solidarietà diffusa, mentre in altre città sono le grandi famiglie a creare le Fondazioni. Siamo lieti di questa iniziativa che si rivolge ad una categoria debole per la quale non vi sono attualmente spazi adeguati».
Molte le autorità presenti dal Carlo Alberto Roncarati presidente Caricento, al tenente colonnello dell'aeronautica Daniele Faustini, dal dottor Sandro Guerra dell'Asl di Ferrara, al presidente Aisla di Ferrara Alberto Botti, dal vice presidente nazionale Vincenzo Soverino ai tanti volontari e donatori.
«Quest'opera - ha dichiarato Soverino - dà dignità al malato con gravi problematiche ed un aiuto alla sua famiglia ; gli dà speranza e l'opportunità di vita normale. La dignità va oltre questa terribile malattia che ci porta via tutto, tranne il sorriso; perciò grazie, grazie e grazie».
I lavori di urbanizzazione sono già iniziati e come ha illustrato l'architetto Paolo Grazzi, si spera al più presto di iniziare la costruzione della Casa del Sollievo. Daniela Furiani ha già raccolto due milioni di euro ma ne servono almeno altrettanti per terminare il progetto; il suo invito ad acquistare un mattone del costo di 50 euro dove sarà inciso il nome del benefattore, è ora più che mai accorato. «La Casa del Sollievo - ha concluso la presidente - è la casa di tutti e quindi della città per questo tutti dovremmo collaborare alla sua costruzione».
Margherita Goberti
