La geotermia parte dalla scuola Guido Monaco
Meeting internazionale ieri a Ferrara per fare il punto del progetto internazionale Legend
CODIGORO. Si chiama geotermia a bassa entalpia ed è il metodo mediante cui sfruttare a fini energetici la differenza di temperatura tra il sottosuolo e la superficie del terreno, senza dover scavare molto in profondità. Aperto dal presidente della Provincia Tiziano Tagliani, un meeting internazionale tenuto ieri in Castello Estense a Ferrara ha fatto il punto della situazione del progetto europeo Legend, che vede direttamente protagonista l’istituto scolastico Guido Monaco da Pomposa di Codigoro. Qui in aprile è stato inaugurato, e successivamente attivato in ottobre, un impianto pilota geotermico; si tratta di uno dei dieci realizzati in tutta l’area adriatica, tra Italia, nazioni dell’ex Jugoslavia e Albania. «L’obiettivo – spiega Burckhart Sammer, presidente del Consiglio europeo per l’energia geotermica - è aumentare l’efficienza energetica in edilizia e il settore pubblico deve trainare questo processo, già partito quaranta anni fa in Nord Europa e oggi esportabile negli stati meridionali». Per la Provincia di Ferrara, capofila del progetto, Legend ha significato un finanziamento complessivo di 430mila euro, dei quali 140mila sono serviti per la costruzione dell’impianto nella scuola di Codigoro, integrato con il sistema di riscaldamento a gas metano esistente, ma che a regime si prevede possa coprire circa un quarto del fabbisogno termico del plesso. La piccola centrale, costantemente monitorata con un sistema elettronico, in pratica funziona a pompa di calore elettrica, collegata a un circuito che utilizza l’acqua della falda presente sotto l’edificio; parliamo di una profondità pari ad appena 50 metri, quindi ben inferiore rispetto ai picchi toccati con la geotermia di tipo tradizionale. Si calcola che l’investimento iniziale possa ripagarsi completamente dopo cinque anni di funzionamento. «Legend non deve rimanere un’esperienza isolata, è necessaria una nuova programmazione che sviluppi queste opportunità», sostiene Marco Meggiolaro, coordinatore generale di progetto. Chiaramente lo scopo è costruire un mercato a partire dallo sfruttamento di fonti di energia pulita, capace di abbinare migliore qualità ambientale a utilità economiche, minori emissioni di anidride carbonica in atmosfera a possibilità occupazionali. «Servono incentivi e strumenti finanziari innovativi – osserva Attilio Raimondi della Regione Emilia-Romagna – per coinvolgere il capitale privato per progetti di interesse pubblico. La prossima programmazione dei fondi strutturali europei può aiutare». La scuola Guido Monaco da Pomposa è diventata un punto di riferimento importante grazie alla sua sperimentazione.
Fabio Terminali
