Scuola, settanta ricorsi da precari
Affollata riunione ieri col personale e i legali nella sede della Cisl
Decine di lavoratori del settore della scuola hanno stipato ieri pomeriggio la sala riunioni della Cisl, a Ferrara, per sapere se e come potranno cambiare in meglio la loro posizione professionale dopo il recente pronunciamento della Corte di giustizia dell’Unione Europea contro i contratti precari. A presentare i possibili risvolti e a rispondere alle loro domande sono stati gli avvocati Paolo Picci e Alessandro Pace, nonché le sindacaliste Anna Cavallini e Alessandra Zangheratti. Quest’ultima, segretario generale in provincia della Cisl Scuola, ha fatto poi il punto con la ‘Nuova’ a margine dell’incontro. Innanzitutto bisogna ricordare che la sentenza della Corte, da sola, non produrrà dei cambiamenti, per i quali bisognerà invece rivolgersi ai Tribunali italiani. «Certo è che da oggi, con questo pronunciamento, si apre uno scenario del tutto nuovo – ha affermato Zangheratti – : i giudici che valuteranno i futuri ricorsi, o anche quelli già depositati, dovranno farlo alla luce di quanto sentenziato dalla Corte europea». Già un paio d’anni fa la Cisl si rivolse al Tribunale di Ferrara per chiedere l’assunzione a tempo indeterminato di una quarantina di ricorrenti che lavoravano come precari, una causa che è rimasta in sospeso proprio in attesa della sentenza Ue e che ora potrebbe risolversi in senso favorevole ai docenti.
Per questo ora, in via Piave, si aspettano di ricevere una settantina di adesioni al ricorso che entro pochissimi mesi sarà presentato.
La segretaria ha però ricordato i requisiti necessari per puntare alla stabilizzazione per via giudiziale: «Almeno 36 mesi di servizio, anche non continui, negli ultimi cinque anni su posti vacanti».
Gabriele Rasconi
