Sparò a un intruso Condanna bis a sei anni di pena
Daniele Bianchetti ferì un cittadino rumeno Per l’accusa fu tentato omicidio, ieri la conferma in appello
PORTOMAGGIORE. Condanna confermata: 6 anni di pena e 30mila euro di provvisionale. I giudici della 1ª sezione penale della Corte d’appello di Bologna hanno ribadito il verdetto di primo grado a carico di Daniele Bianchetti, 60 anni, accusato del tentato omicidio di un cittadino rumeno, Marian Valentin Popescu, che la sera del 15 giugno 2011 entrò nella sua proprietà. La prima sentenza arrivò un anno dopo il fatto, quella d’appello ieri. Come si ricorderà Popescu era entrato nel cortile di un'abitazione di via Linaroli, a Portomaggiore, all’interno della quale si trovava l'imputato. Il cittadino rumeno, che si è costituito parte civile assistito dall'avvocato Giampaolo Remondi, era stato colpito a una mano e all’addome da un unico colpo esploso dalla finestra del bagno di Bianchetti. Secondo l’accusa l’imputato gli sparò con un fucile dopo essersi appostato, perché aveva già subito altri furti in passato. Una versione sempre avversata dalla difesa rappresentata dall’avvocato Fabio Anselmo.
Il ferito aveva chiesto aiuto a una famiglia che abita nelle vicinanze e fu portato all'ospedale d'urgenza dove fu sottoposto a tre operazioni chirurgiche. Durante il processo di primo grado i medici avevano anche confermato che se non fosse stato operato Popescu sarebbe morto. Bianchetti era stato individuato dai carabinieri di Portomaggiore che erano ricorsi al satellite (Google Earth) per individuare l'unica casa abitata "compatibile" nella zona con la direzione dello sparo. Il movente, l’ipotesi d’accusa, sarebbe stata l’esasperazione per altre irruzioni dei ladri. La sentenza potrebbe essere ridiscussa solo in caso di un nuovo ricorso della difesa, in Cassazione.
