Argenta contro la non punibilità
Sicurezza, il Pd proporrà al consiglio un ordine del giorno contro la depenalizzazione dei furti
ARGENTA. L’insopportabile serie di furti di questi mesi, smuove le coscienze e il Partito democratico di Argenta chiama a raccolta i neo consiglieri regionali e i parlamentari perché s'oppongano al decreto che depenalizza i furti. Con il prossimo consiglio comunale verrà presentato un ordine del giorno per manifestare «preoccupazione per l'ondata di furti e di atti vandalici che si sono susseguiti nel nostro territorio» si legge nel documento. Nell'esprimere solidarietà «alle persone e alle aziende colpite da questi episodi criminosi - prosegue l'ordine del giorno - il consiglio comunale di Argenta rivolge un doveroso apprezzamento all'operato delle forze dell'ordine impegnate a contrastare il dilagare di questi eventi criminosi». Al tempo stesso, il Consiglio comunale «auspica il massimo impegno, ad ogni livello, da parte delle autorità competenti per prevenire e contrastare questi fenomeni delittuosi che minano la fiducia verso le istituzioni, dilatano l'insicurezza dei cittadini, creano nuove paure e segnatamente in quella parte più debole, come le persone anziane o quelle con bambini». Nel condividere le iniziative promosse dall'amministrazione comunale, volte ad evitare che le comprensibili preoccupazioni dei cittadini, «il consiglio comunale di Argenta - si legge - auspica un adeguato impegno da parte di tutti i livelli istituzionali». Di qui un severo giudizio sullo schema di decreto legislativo, approvato dal consiglio dei ministri inerente “Disposizioni in materia di non punibilità verso soggetti che abbiano commesso reati sanzionati con una pena detentiva inferiore a 5 anni”, quali il furto semplice, violenza privata, truffa. «Pur comprendo alcune delle ragioni anche pragmatiche che hanno determinato l'adozione dello schema - conclude -, lo stesso rappresenta un arretramento nella lotta alle condotte criminose oltre ad essere una palese ingiustizia verso le vittime che in tal modo subirebbero un'offesa morale». Per tali ragioni il consiglio comunale chiede al governo di rivedere e modificare profondamente il provvedimento adottato e fa appello ai parlamentari ferraresi, ai consiglieri regionali e alle forze politiche di farsi interpreti di questa richiesta. (g.c.)
