«Così potenziamo il nostro patrimonio»
Bastianino in Pinacorteca. Il ministro Franceschini: non è stagione di grandi spese, mostre come questa ci portano nella direzione giusta
«Questa mostra non rappresenta solo un'operazione di recupero di opere da tempo "invisibili": è un intervento di valorizzazione del patrimonio della nostra città; un allestimento che valorizza il legame tra la città e la storia dell'arte. Sono opere temporaneamente sottratte a un momento di raccoglimento religioso ma non alla città. Noi ferraresi per primi dobbiamo visitare questa mostra che rappresenta per tutti un’occasione importante di godimento e studio, un modo per valorizzare e accendere un faro sulla storia e sul nostro patrimonio».
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Il sindaco Tiziano Tagliani ieri ha aperto così la conferenza stampa di presentazione di “Lampi sublimi a Ferrara. Tra Michelangelo e Tiziano, Bastianino e il cantiere di San Paolo”, mostra inaugurata poi nel pomeriggio alla pinacoteca nazionale di Ferrara. All'appuntamento hanno partecipato anche il direttore della Soprintendenza ai beni culturali dell'Emilia Romagna, Carla Di Francesco, don Massimo Manservigi, parroco di San Paolo, don Stefano Zanella, curatore delle operazioni di recupero della chiesa, Anna Stanzani, direttrice della pinacoteca nazionale di Ferrara e il ministro alla Cultura e al Turismo, Dario Franceschini.
A introdurre il tutto è stato però Luigi Ficacci, soprintendente delle gallerie: «Il michelangiolismo di Bastianino è completamente diverso dalle altre correnti, è pieno di spirito tizianesco; nelle sue opere la verità rivelata emerge dal sentimento. Questa non è una mostra, è un'operazione di salvataggio post sisma». Secondo Ficacci inoltre, “Lampi sublimi a Ferrara”, andrebbe letto come un omaggio alle tante citazioni artistiche presenti sul territorio; un'ulteriore citazione a coronamento di tutte. «I quadri di San Paolo - ha poi sottolineato la Di Francesco - grazie a questa mostra avranno una fruizione artistica e non solo religiosa».
Dopo aver visitato la mostra in forma privata il ministro ferrarese ha dichiarato: «Queste non sono le stagioni delle grandi spese, al contrario sono stagioni di drammatici tagli ma abbiamo evitato che la spending review tagliasse ulteriormente le risorse alla cultura».
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Poi, ritornando alla riforma tariffaria di luglio e all'introduzione dell'ingresso gratuito ai musei statali nelle prime domeniche del mese, Franceschini ha affermato: «In questi sei mesi gli incassi sono cresciuti del 10%, ci sono stati circa un milione di visitatori in più anche grazie alle domeniche gratuite e la prima domenica di dicembre, solitamente un mese complicato per le città d'arte, ha registrato il maggior numero di visitatori, battendo le altre domeniche. Questo cosa significa? Significa che i cittadini si stanno riappropriando del loro patrimonio, lo stanno riscoprendo ed è questa la direzione da perseguire».
Il ministro ha insistito infatti su operazioni di tutela, salvaguardia e diffusione dei beni (come quella appena messa in campo dalla pinacoteca nazionale di Ferrara) piuttosto che sulle grandi mostre fini a sé stesse perché «oggi non abbiamo bisogno delle mostre che fanno rumore, abbiamo bisogno di potenziare, mettere in luce ciò che abbiamo e questa mostra ci porta nella direzione giusta». E a questo proposito il ministro ha anche confessato di utilizzare spesso la mostra su Boldini come esempio: «Il museo stabile contava circa 10mila turisti all'anno e le stesse opere, riproposte nella mostra di Palazzo dei Diamanti, hanno richiamato circa 100mila turisti in tre mesi!»
Samuele Govoni
