La Nuova Ferrara

Ferrara

Il cammino contrastato del piano di sviluppo del teleriscaldamento

Da risorsa ambientale a “incubo” dei comitati civici

Da risorsa ambientale a “incubo” dei comitati civici

Lo sfruttamento dell’acqua calda del sottosuolo per riscaldare le abitazioni è uno dei servizi che Hera ha sempre mostrato come un fiore all’occhiello. Un progetto da sempre condiviso dall’amministraz...

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Lo sfruttamento dell’acqua calda del sottosuolo per riscaldare le abitazioni è uno dei servizi che Hera ha sempre mostrato come un fiore all’occhiello. Un progetto da sempre condiviso dall’amministrazione comunale che ha inserito l’estensione della rete geotermica fra i tratti qualificanti della politica locale rivolta alla tutela dell’ambiente.

Lo sfruttamento del teleriscaldamento ha iniziato ad essere fortemente avversato quando si è diffusa la notizia, oltre due anni fa, che a Pontegradella Hera aveva previsto l’insediamento di una nuova centrale per integrare l’impianto originario di Casaglia con un consistente ampliamento della rete nella zona est della città. Alla mobilitazione dei residenti si era aggiunta l’attività di contestazione di alcuni consiglieri e gruppi politici di opposizione. Il piano originario era incorso in un primo stop ed Hera aveva ipotizzato uno spostamento del progetto a Malborghetto. Anche in questo caso però i cittadini organizzati e alcune forze politiche hanno fortemente contrastato l’ipotesi. Su tutte le motivazioni sono emersi i dubbi che trivellazioni e sondaggi potessero indurre un’attività sismica nel sottosuolo. Poi la svolta di questi giorni e il ‘ripiegamento’ della multiutility sull’area dell’ex Sant’Anna.