La Nuova Ferrara

Ferrara

LA DOMENICA

La fregatura galattica dell'acqua calda

L'editoriale del direttore Stefano Scansani

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Un noto politico del Pd spiega che «Ferrara s’è presa una fregatura galattica». Si riferisce alla notizia più clamorosa di quest’ultimo spicchio d'anno, passata sottofoglia e sottogamba. Ferrara ha perduto d’un colpo 50 milioni di investimenti, ovvero cento miliardi delle mai dimenticate lire, perché la centrale geotermica di Malborghetto non si fa più. Hera ci ha ripensato. Ha deciso di cambiare aria. Tre sarebbero le motivazioni che la multiutility affida a un dossier: il calo delle utenze per il teleriscaldamento; la determinazione di far rientrare il teleriscaldamento nelle tariffe amministrate che così non sarebbero più redditizie; i tempi lunghi, le proteste e tutte le incertezze che dal 2010 sono andate cumulandosi formando la barriera ferrarese. Amen.

Il dossier è sul tavolo del sindaco Tiziano Tagliani. La morale è che Ferrara ha perduto un’occasione milionaria, dopo tanta resistenza ambientalista, il pallido controcanto dell’amministrazione comunale, l'argomento divenuto intenzionalmente tabù durante la campagna elettorale per il municipio. Ma non finisce qui. Hera adesso mette mano a un progetto alternativo ridotto: potenziare una vecchia centrale dell'ex ospedale Sant’Anna facendola funzionare con il metano. Capito?

La vicenda è insostenibile: gli ambientalisti di quartiere non hanno voluto l'estrazione dell'acqua calda; la giunta ha perso il treno tecnologico, impiantistico, milionario; Hera adesso potenzia un impianto a gas nel bel mezzo del centro città. Dove, a quanto pare, non ci sono ambientalisti pronti a battagliare, e quelli che fecero ostruzione a Malborghetto se ne fregano. Questa è davvero fantastoria realizzata. La goccia che ha fatto traboccare il vaso di Hera sarebbe stata la risoluzione che il segretario cittadino e consigliere del Pd Luigi Vitellio ha presentato il 1° dicembre al consiglio comunale. Il documento, in piena sintesi, obbliga Hera a non applicare l'articolo 35 dello Sblocca Italia e quindi impedisce il conferimento all'inceneritore ferrarese di rifiuti provenienti da fuori provincia e fuori regione. Questa risoluzione ha fatto seguito alla domanda posta dall'ecologista inox Leonardo Fiorentini di Sel durante il question time del 6 novembre, sempre su rifiuti raccolti con sistema differenziato, targati Ferrara, inceneritore, Hera e Sblocca Italia.

In quattro anni il vaso è stato via via saturato dalle proteste, dal trasferimento del progetto della centrale da Pontegradella a Malborghetto, dalla saldatura fra ambientalisti e grillini, dal sorvolo sull'argomento in campagna elettorale, perché il consenso è il consenso, ancor di più se è quello della sinistra tradizionale, storica ed ecologista. A quanto pare questa è l'unica opposizione che la giunta comunale può temere. Il centrodestra non s'è ancora accorto di nulla, buon riposo.

In una reazione fatta d’ovatta (cotone, bambagia, ammortizzazione universale) è sfumato progetto, dibattito e occasione. Come se la polemica e i fortissimi "rischi" ambientali, sismici e di sfruttamento non avessero mai animato città e cittadini. Sloggiata dal loro territorio tale minaccia i comitati anti-geotermia pare siano andati in congedo. Ferrara neanche s'è accorta che intanto è cambiato il vertice di Hera: l'amministrazione è passata di mano dal ferrarese Maurizio Chiarini a Stefano Venier. Via Chiarini, il progetto ha levato gli ormeggi dal nostro territorio.

Il 5 febbraio scorso la Nuova annunciava: "Il manager spiega anche cosa succederà ora con il progetto Geotermia 2, dopo l'esito favorevole del sondaggio commissionato dal Comune: ’Stiamo aspettando il via libera formale del sindaco Tagliani, quindi avvieremo la nuova procedura di screening per il nuovo sito: ci vorranno sei mesi. L’esito positivo del sondaggio è importante, del resto si tratta di un progetto ad impatto ambientale zero con investimenti tutti privati. Ribadisco tuttavia che non intendiamo effettuare forzature, andremo avanti se tutti i riscontri dello screening saranno positivi e l'accordo sarà generalizzato’”.

Il piano ha già raggiunto l'amplissimo baule delle opportunità perdute, discutibili quanto vi pare, ma mai archiviate con determinazioni chiare e necessarie: dagli ambientalisti e M5S neanche un fruscio di piazza (il treno delle elezioni è tutto passato); dagli amministratori nemmeno una comunicazione formale-ufficiale (via il dente via il dolore); di Hera che potrebbe essersi definitivamente risentita per il “no” ai rifiuti extra nell’inceneritore locale (la legge del contrappasso). La scoperta del fluido caldo ora va trasformandosi in potenziamento al metano. Davvero un bel colpo. In fisica si chiama sublimazione, cioè il passaggio dal solido al gas. Di solidi c’erano i 50 milioni, di aeriforme il resto.

Stefano Scansani

s.scansani@lanuovaferrara.it

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