«Questo greening ci penalizza»
La nuova Pac e lo stop alle colture azotofissatrici in aree vulnerabili
È del 18 novembre la bozza del secondo decreto ministeriale di attuazione della futura Politica Agricola Comune che ha suscitato l'immediata reazione di Confagricoltura Ferrara. L'elemento che ha avuto l'effetto di una bomba è stato l'inserimento di un articolo che esclude le zone ricadenti in area vulnerabile ai nitrati dalla possibilità di utilizzo delle colture azotofissatrici come “aree ad obiettivo ambientale”.
Di fatto, dunque, si parla di tutta la Provincia di Ferrara che si troverebbe a non poter fruire di tale opzione. Il greening è uno dei componenti più importanti della nuova Pac ed è una vera novità che rientra nel cosiddetto processo di inverdimento del sostegno all'agricoltura. Rappresenta un complesso di norme che obbligano le aziende alla diversificazione delle colture, alla conservazione dei pascoli e dei prati e all'introduzione, o conservazione, di elementi naturali. Quest'ultimo elemento in particolare, fa riferimento alle EFA (aree di interesse ecologico) i cui vincoli saranno applicati solo alle superfici a seminativo; non si applicano alle colture permanenti e ai prati e pascoli permanenti. Questa è una grande novità del negoziato perché esclude dall'obbligo delle EFA le colture come, ad esempio, vigneti, oliveti e frutteti. Tuttavia, uno degli aspetti più importanti della nuova Pac è costituito dalla concessione agli stati di un elevato grado di flessibilità dell'implementazione delle misure a livello nazionale tra le quali, sull'applicazione del greening in particolare, vi è l'inserimento delle colture azotofissatrici nelle possibili superfici da destinare ad obiettivi ecologici. E qui si inserisce la decisione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali di vietare le colture azotofissatrici nelle aree vulnerabili ai nitrati per poter assolvere agli obblighi di greening. Immediata la richiesta di Confagricoltura Ferrara di rivedere in maniera drastica tale indicazione. Tale posizione è stata portata al tavolo ministeriale dove Confagricoltura ha espresso disappunto "per l'inclusione di questa ingiustificata e incongruente misura vincolistica e ha anche criticato il passaggio relativo alla paventata ma non meglio precisata previsione dell'obbligo di adesione a “disciplinari di produzione integrata” per le azotofissatrici, oltre che le superfici a riposo e per i “cedui a rotazione breve”, evocata dalla bozza di decreto». Al momento il Mipaaf ha raccolto le osservazioni e si è riservato di valutarle. (a.t.)