Quintali di gasolio nel canale di Burana
Fermata a Bondeno dai vigili del fuoco volontari la nafta che i ladri hanno fatto uscire da una cisterna nel Mantovano
BONDENO. Torna l'incubo della macchia scura di idrocarburi nel Canale di Burana. Conseguenza di un tentativo di furto di carburante compiuto nell’azienda agricola Galavotti di San Giovanni del Dosso, nel Mantovano. Una maldestra operazione, durante la quale i malviventi hanno prelevato del gasolio da una cisterna, dimenticandosi però di chiudere il rubinetto: il gasolio sarebbe continuato ad uscire, finendo in un fossato e da lì arrivando alla rete dei canali della zona e, quindi, nel Burana. Per un danno ambientale del quale si sta occupando anche l'Arpa delle province di Ferrara e Mantova. Ad accorgersi della macchia scura nel Canale di Burana e del colore acre e pungente, un cittadino, che, attorno alle 8,45, stava facendo una passeggiata salutare lungo via Comunale. Immediato l'allarme ai vigili del fuoco e alla polizia municipale, con i soccorsi arrivati tempestivamente. All'arrivo della squadra dei vigili del fuoco volontari, sul posto c'era già una pattuglia della polizia municipale, che si è incaricata di svolgere le prime indagini, risalendo il corso d'acqua. Avvertiti dell'accaduto anche i carabinieri, mentre dal comando operativo dei vigili del fuoco di Ferrara è stato inviato sul posto un telone in plastica, per cercare di arginare l'onda nera e contenere l'inquinante. Gli agenti della polizia municipale sono risaliti fino a via Ponti Santi Dogaro, ma proseguendo si sono imbattuti anche in una pattuglia di vigili provenienti da Mirandola e in un operatore del Consorzio di Bonifica, il quale avrebbe dato la sua versione sull'origine della chiazza. Dalle ricostruzioni degli agenti, appare chiaro che l'onda di idrocarburi sia conseguente ad un tentativo di furto operato nella notte tra giovedì e venerdì. Non è la prima volta che il canale di Burana viene interessato da chiazze oleose: era già accaduto il 10 giugno del 2011, quando le cause furono trovate in una cisterna interrata di un'abitazione privata, in zona via Borgatti, ed anche il 24 giugno del 2012, quando l'origine della macchia scura pare sia stata analoga a quella rilevata ieri. Per fortuna contenuta prima della Botte Napoleonica, grazie all'intervento dei vigili del fuoco volontari, intervenuti con il gommone a Ponte Rana, e della Protezione civile, che ha fornito il materiale in proprio possesso per cercare sia di arginare la chiazza, sia di riassorbirla progressivamente con appositi pannicoli. Intanto, è naturalmente caccia aperta (compete alla Procura della Repubblica di Mantova) anche ai malviventi. I quali, oltre al furto, si sono macchiati anche di danno ambientale colposo, avendo procurato lo sversamento nel canale.
Mirco Peccenini
