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Un brand Made in Fe per la Festa

Alessandra Mura
Un brand Made in Fe per la Festa

Lo chiedono i negozianti del centro: «La struttura va bene così, niente casette ma prodotti tipici»

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FERRARA. Ferrarese, tirolese; con gli stand, con le casette di legno. Bello, brutto, da conservare, da cambiare. Bastano tre parole “Festa del regalo”, ed è subito dibattito.

La discussione attorno ai destini delle bancarelle natalizie sul Listone, con annessa campagna d’inverno dell’Ascom per colonizzare l’ambito spazio in centro con le sue casette tirolesi (già pronte per l’uso), sta diventando sempre più vivace. Mentre sul nostro sondaggio web la proposta nordica di Confcommercio sta avendo la meglio, sono proprio i negozianti della piazza a difendere - per la maggior parte - la tanto vituperata struttura. E se rinnovamento dev’essere, aggiungono i commercianti, almeno sia di stampo estense.

È infatti un “brand” made in Fe, secondo gli interpellati, quello che manca all’odierna Festa del Regalo. Non un problema di struttura, quindi, piuttosto di contenuti. E la soluzione non va cercata in montagna, ma qui, all’ombra del Castello, inventandosi un marchio estense tipico, da promuovere per attirare turisti «con qualcosa che trovano solo qui». È la “tuttologia” il punto debole del mercatino ambulante, secondo i colleghi “stanziali”. Con una premessa però, secondo i più: «Hanno ragione a difendere la loro struttura, ci hanno investito parecchio e questo non è il momento giusto per spendere. E poi ricordiamoci che noi qui siamo al caldo, mentre loro devono avere la possibilità di ripararsi e garantire uno spazio al coperto per la clientela. E con le casette come farebbero?»

A pensarla così, ad esempio, è la negoziante di “Gibelli Jeans” proprio di fronte alla struttura della discordia: «Per loro è la cosa più funzionale, le casette saranno anche belle ma certo non sono pratiche. E poi le la Sovrintendenza ha dato l’ok, che problema c’è? Magari sull’offerta si potrebbe ragionare, ma guardando a Ferrara, non al Trentino».

Chi invece chiede di potenziare l’atmosfera natalizia sono Grazia Pampolini e Alessandra Carolis di Ovyé: «Così com’è la Festa del Regalo non dà molto l’idea del Natale, forse le casette sarebbero più caratteristiche e anche migliori dal punto di vista estetico. In ogni caso, ben venga il mercatino sul Listone, perché contribuisce a riempire la piazza».

Su questo fronte i commercianti “fissi” sono pressochè unanimi: non c’è concorrenza, semmai complicità, con le bancarelle: «Tutto quello che porta gente in centro va benissimo - confermano dalla Merceria Pesaro - Per quel che riguarda la Festa del Regalo, così com’è ora non ci dispiace, semmai bisognerebbe renderla più caratteristica puntando su prodotti tipici locali, gastronomici e artigianali, ma le casette non ci convincono. Piuttosto, bisognerebbe prendere spunto dalle bancarelle-laboratorio di piazza Savonarola, sono un capolavoro e un bell’esempio di creatività locale». Infine, un pensiero per i colleghi che lavorano all’esterno: «Hanno ragione a difendere una struttura al coperto, almeno se piove o nevica hanno la possibilità di stare all’asciutto e offrire riparo anche alla clientela».

C’è invece chi quegli stand sul Listone proprio non li può soffrire. È il caso di Marianna di Elena Mirò: «Le cose, se si fanno, vanno fatte per bene, bisogna attirare il turista, non farlo allontanare. Così com’è la Festa del Regalo è triste, non c’è un briciolo di aria natalizia, queste sono bancarelle che si possono trovare in qualsiasi fiera».

«La struttura non è affatto brutta, si presenta bene - fanno sapere al contrario dall’oreficeria Giberti - ma al tempo stesso credo che l’offerta dovrebbe essere maggiormente specializzata con prodotti tradizionali». Del resto, aggiunge, non è detto che la presenza della “Festa” sia incompatibile con l’idea delle casette: «C’è tanto di quello spazio a Ferrara - è la pratica conclusione - Se vogliono fare il mercatino sudtirolese possono usare benissimo piazza Castello o piazza Municipale».

«Non dico rivoluzionare tutto, ma un po’ di rinnovamento non andrebbe male - sostengono da Champions - Però lo stand in sè non è brutto come dicono». A volte, suggerisce la commessa di un altro negozio, la soluzione ce l’abbiamo sotto gli occhi, basta guardarsi un po’ indietro, se è vero che la voglia di passato, di retrò, in fondo è di moda tra il pubblico. «Mi ricordo quando ero bambina c’era una bancarella con bigliettini di Natale favolosi, unici. È vero che adesso gli auguri si fanno via sms, ma vuoi mettere la bellezza di un bigliettino dorato? Chissà, magari tornare a proporli non sarebbe una cattiva idea».

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