"Geotermia? Ho la coscienza a posto"
Il sindaco Tagliani deluso per il mancato investimento da 50 milioni: ora comitati e Hera si assumano le proprie responsabilità
FERRARA
È più forte la delusione per aver perso in importante investimento in città da 50 milioni o il sollievo per lo scampato pericolo di un’insurrezione popolare e della relativa guerra di nervi in caso di realizzazione del progetto?
Per il sindaco Tiziano Tagliani, prevale nettamente il primo sentimento. La decisione di Hera di sospendere il progetto per la costruzione della grande centrale geotermica a Ferrara è sicuramente per lui una grossa occasione persa, ma sicuramente non per colpa sua. Il primo cittadino si accende quando si tratta questo delicato argomento e tuona alla sua maniera non facendo sconti a nessuno, sia che si tratti dei comitati sia che si parli della nuova strategia di Hera.
«Adesso ognuno deve assumersi le proprie responsabilità - attacca Tagliani - io su questa vicenda ho la coscienza a posto. Come sindaco ho coinvolto la gente, ho partecipato a infuocate assemblee, mi hanno riempito la posta elettronica di insulti e amenità varie, ho cercato di far capire alla gente l’importanza di questo progetto, che non facevo gli interessi di Hera, ma quelli della collettività. Se qualcuno l’ha fatto naufragare non è certamente colpa mia, io mi sono messo a disposizione in questi mesi e ho aperto il dialogo con i cittadini».
Il cruccio più grande? «Probabilmente se due anni fa il progetto fosse decollato subito, senza consultazioni, con un atto deliberativo, a questo punto avremo in città una benefica ricaduta di un progetto da 50 milioni di euro, una migliore qualità dell’aria e non saremmo qui a recriminare».
A chi gli fa notare che probabilmente la decisione di imperio di una centrale geotermica a pochi mesi dal voto avrebbe potuto essere controproducente in termini di popolarità elettorale per l’amministrazione comunale, Tagliani ha un altro sussulto: «Questa è la classica “ipocrisia estense” - sentenzia - che è il classico difetto ferrarese. Quando un sindaco decide in autonomia viene accusato di essere autoritario come accade in questi giorni per l’esternalizzazione dei servizi scolastici, quando invece affronta il dialogo con i cittadini viene ugualmente accusato. Ripeto questa è la tipica “ipocrisia estense”, che alberga anche in quelli che dicevano che appoggiavo questo progetto per fare un piacere ad Hera, garantendole un grosso affare».
Tagliani si smarca da questa vicenda facendo capire che i comitati e la stessa Hera adesso si devono assumere le loro responsabilità per come sono andate le cose.
