Tatuaggi sì, ma in piena sicurezza
Mezzogori (Jem Ink): «È pericoloso ricorrere a studi non autorizzati». Ecco i rischi
Uno dei settori risparmiati dalla crisi è quello del tatuaggio e in questa “zona franca” del mercato, diventata di conseguenza molto appetibile, molti hanno cercato una via di salvezza. Non sempre con tutte le carte in regola. E la proliferazione di tatuatori improvvisati e “casalinghi” espone la clientela a rischi anche gravi.
Ne abbiamo parlato con Dario Mezzogori, laureato in Scienze naturali e campione mondiale di Kickboxing con la Fighters Team, nonché titolare nel negozio di tatuaggi Jem Ink di corso Isonzo 44/b, un’attività che svolge in società con Mosè Tagliatti della Mosè Tatoo di via Modena 99 avvalendosi di tre tatuatori professionisti: Alessandro Bonandin, Giada Campacci e Denis Campanello.
«Il rischio di finire nelle mani sbagliate c’è, a Ferrara come in molte altre città - ammette Dario - Per questo è importante che le persone che vogliono farsi un tatuaggio siano informate. I negozi devono attenersi a una normativa europea, la Resap 2008, che fissa le regole sui colori da utilizzare, che devono essere anallergici, e impone l’uso di materiale sterile monouso e una serie di rigide prescrizioni igienico-sanitarie. Oltre, naturalmente, gli aspetti legati alla formazione professionale. In mancanza di queste condizioni, sottoporsi a un tatuaggio può esporre il cliente a rischi anche gravi, come infezioni e allergie».
La tentazione di risparmiare qualche euro, e magari aggirare i divieti dei genitori (da un paio di anni per un minorenne non basta quella di uno solo ma è necessaria l’autorizzazione di entrambi), alcuni adolescenti (ma anche adulti, visto che l’età della clientela varia dai 16 ai 50 anni) decidono di rivolgersi a studi “fai da te” che propongono tatuaggi a 30 euro contro i 100-150 delle tariffe normali.
«Ma sulla salute non si può lucrare - ammonisce Mezzogori - Per non parlare poi degli aspetti risarcitori. Uno studio serio è uno studio assicurato e in grado di rifondere un cliente insoddisfatto, in altri casi può risultare difficile perfino dimostrare chi è stato l’autore del tatuaggio».
