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L’impianto di Porto Tolle avrà un nuovo futuro

Mesola, sono maturi i tempi per la presentazione di eventuali ricorsi E dal ministero sono giunte rassicurazioni e conferme sull’avvio del sito

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MESOLA. Potrebbero essere maturi i tempi per il ricorso da parte della procura di Rovigo, delle associazioni ambientaliste, Lagambiente ed Italia Nostra, dei comuni di Porto Tolle e Rosolina e della provincia di Rovigo contro la sentenza dello scorso gennaio del processo che vedeva a giudizio alcuni dirigenti Enel per i reati di disastro ambientale e pericolo cagionato alla pubblica incolumità connesso col primo capo d’imputazione. Ma potrebbero far ricorso anche i condannati in primo grado a tre anni di pena ed interdizione per cinque anni dai pubblici uffici, Paolo Scaroni e Francesco Luigi Tatò, ex vertici del colosso energetico. Fu invece assolto l’ex ad Fulvio Conti ed il tribunale rodigino stabilì anche una provvisionale di 410.000 euro per le parti civili. Scaroni e Tatò furono condannati appunto per il pericolo cagionato alla pubblica incolumità rispetto al possibile disastro ambientale relativo al funzionamento della centrale di Porto Tolle. Per lo stesso reato furono assolti Fulvio Conti, perché il fatto non costituiva reato, Leonardo Arrighi, Carlo Zanatta, Renzo Busatto, Antonino Craparotta, Alfredo Inesi e Sandro Fontecedro per non aver commesso il fatto. Per il reato di disastro ambientale invece furono tutti assolti. Sul futuro dell’impianto polesano arrivano rassicurazioni da Roma: dopo un incontro con il viceministro allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, l’onorevole del Pd, Diego Crivellari ha affermato che “dopo quanto espresso dall’ad di Enel, anche da parte del Ministero sono giunte conferme che un futuro per il sito di Porto Tolle possa esserci”. E Mesola resta alla finestra per capire il futuro del mega impianto così vicino.

Lorenzo Gatti

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