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Per il crac Coopcostruttori tutti in aula per un mese

Per il crac Coopcostruttori tutti in aula per un mese

Partite le notifiche per il processo d’appello del 16 febbraio contro Donigaglia Il calendario: 4 udienze, per 23 imputati e migliaia di parti civili, gli ex soci truffati

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E’ il processo più atteso del prossimo anno e dopo le prime indicazioni sulla data del processo, ora con le notifiche in corso in mezza provincia (alle parti civili che rappresentano quasi un migliaio di ex soci truffati dal crac Coopcostruttori) è stato reso noto il calendario delle udienze: si parte il 16 febbraio, come si sapeva già, e poi lungo tutto il mese di febbraio: 19, 24 e 25. Ma le udienze non finiranno qui, poichè i giudici della Corte d’appello di Bologna 1a sezione, nella notifica indicano che altre date verranno fissate di volta in volta. Sarà un processo lungo e difficile, perchè dovrebbe e potrebbe dare una visione più ampia del crac della Costruttori, diversa da quella operata dai giudici del tribunale di Ferrara che si limitarono a prendere in esame (e condannare per questo) solo una parte dei reati: il vero crac, in realtà venne categoricamente escluso dai giudici. Il dibattimento, questa la novità nel giudizio d’appello, vedrà la fusione dei tre processi di Ferrara: quello per il buco Costruttori-Cir (1 miliardo di euro, per quasi 10mila creditori), e i crac più limitati e marginali delle azienda consociate, la Progresso e la società di servizi Messidoro. Nella notifica sono 23 gli imputati (si ripetono di processo in processo) 17 i gruppi di parti civili (i legali cui sono stati notificati gli atti, poichè rappresentano centinaia di ex soci) e tre le società di revisione che hanno avuto la chiamata di responsabilità civile nel processo di 2° grado. «Attendiamo quella giustizia che a nostro parere non è stata concessa in primo grado» hanno sempre detto le parti civili, gli ex soci truffati nel prestito sociale e nelle Apc, legati ai vari Carspac 1 e 2. In realtà i giudici dovranno analizzare le ragioni che portarono al crac, gli eventuali coinvolgimenti di Lega Coop e banche, i cui ruoli erano tuttavia e in realtà la chiave di volta del crac, anche se tutte furono escluse penalmente in primo grado. (d.p.)