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Sui treni troppe offese e sputi

Sui treni troppe offese e sputi

Dipendenti Ferrovie e Tper aggrediti e insultati
Un capotreno: le linee con più problemi per Codigoro e Ravenna

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Agli insulti è meglio farci l'abitudine. Gli appellativi poco decorosi o addirittura offensivi è meglio farseli scivolare addosso, non badarci troppo, arrivare a fine giornata e via.

Ogni giorno il capotreno è preso di mira da passeggeri senza biglietto, maleducati, arroganti e a volte (spesso) perfino aggressivi. Nel corso del 2014 sono stati 309 i casi di dipendenti del Gruppo Fs aggrediti a bordo treno o nelle stazioni. Quasi cento in più rispetto all'anno passato. Nel 2013 infatti i casi furono 227: un aumento preoccupante che spaventa e allarma un'intera categoria di lavoratori. Il trasporto regionale è il più colpito da questa escalation e in particolare l'Emilia Romagna è al secondo posto, dopo il Lazio, nella classifica delle regioni con più aggressioni. Seguono Piemonte, Toscana, Lombardia e Sicilia. Anche i dipendenti Tper del deposito di Ferrara rientrano in questa "rete" e uno di loro spiega addirittura che la situazione ha iniziato a scricchiolare a metà anni Novanta, dopodiché "è andata sempre peggio". «Le linee più problematiche? Ferrara - Codigoro, Ferrara - Ravenna e l'ultimo treno serale che da Bologna torna a Ferrara. Solitamente - spiega il capotreno che preferisce mantenere l'anonimato - si arriva a discutere quando il passeggero non è in regola. Se non ha il biglietto si rifiuta di farlo o di scendere, se ce l'ha non obliterato non lo vuole timbrare e dice di essere comunque in regola perché in possesso del titolo di viaggio. A volte si cerca di spiegare il regolamento, altre volte lo si applica nei dettagli e altre ancora si lascia perdere. Purtroppo è la verità, non vale la pena rischiare quando dall'altra parte hai un interlocutore che ha come unico obiettivo quello di provocarti e sminuirti davanti a tutti». Rischiare che cosa? Quello che spaventa a quanto emerge dai racconti del capotreno, non sono più gli insulti o gli sputi «che mi sono preso solo perché - afferma - stavo svolgendo regolarmente il mio lavoro», sono le aggressioni fisiche. «L'azienda più di tanto non può fare, ci vorrebbero normative più severe e stringenti per le persone che pretendono di viaggiare gratis o per quelle che si comportano in maniera maleducata. I nuovi treni delle nostre linee sono tutti dotati di un sistema di videosorveglianza, un deterrente che sicuramente aiuta ma che non risolve il problema. Noi - prosegue - per certi passeggeri non contiamo niente. Non gli importa se siamo pubblici ufficiali anzi, ci insultano ancora di più. In alcuni casi solo l'intervento della Polfer può sbloccare la situazione. Non è bello lavorare in un clima di tensione, non si può aver paura di ritorsioni solo perché si cerca di fare bene il proprio mestiere».

Samuele Govoni