Cona, operazione innovativa
Primo caso in Italia: rimosso un tumore al polmone e poi riuniti i due lembi sani
Ieri mattina all'ospedale Sant'Anna il direttore dell'azienda ospedaliera Gabriele Rinaldi e il direttore del reparto di chirurgia generale e toracica, Giorgio Cavallesco, hanno presentato la riuscita di un'operazione all'avanguardia e innovativa. Lo scorso 29 ottobre a Cona, per la prima volta in Italia, è stato compiuto un intervento su una paziente colpita da tumore al polmone a sede embrionale con una tecnica chirurgica all'avanguardia. Rimuovere la parte malata dal polmone in torascopia è un tipo di intervento che già viene eseguito ma il professor Cavallesco, accompagnato da un team di professionisti altamente qualificati, è andato oltre: dopo aver eliminato la parte lesionata ha ricongiunto le due parti sane dell'albero bronchiale preservando gran parte dell'organo, questo sempre in torascopia vale a dire un intervento svolto inserendo una minuscola telecamera nel torace che consente di vedere il campo di lavoro.
«Ci auguriamo che questa procedura possa essere ripetuta anche in altri contesti e che possa prendere piede in maniera significativa in campo chirurgico al Sant'Anna. Occorre - afferma Rinaldi - tenere gli occhi aperti, con uno sguardo attento rivolto all'evoluzione della materia e al progresso organizzativo. Con l'inizio dell'anno arriveranno cinque nuove colonne (macchinari altamente sofisticati) che costituiscono una spesa importane ma che riteniamo essere di fondamentale importanza per il nostro lavoro. Più perfetta è la visione durante un'operazione e più si abbassa il margine di errore. Speriamo di poter diventare un punto di riferimento per questo tipo di interventi, anche fuori dai confini regionali». Il dottor Cavallesco sottolinea a più riprese l'importanza dell'equipe in un percorso nuovo, impegnativo e delicato: «siamo rimasti in sala operatoria per sette ore ma ce l'abbiamo fatta. Il tumore era nato all'interno, nella parte centrale del tubo che porta l'aria al polmone di destra. In passato - spiega il chirurgo - si sarebbero dovute asportare due parti o addirittura tutto il polmone, oggi invece le cose sono cambiate. Siamo stati i primi in Italia a svolgere un'operazione di questo tipo utilizzando il video intervento e questo - conclude - è per me, per l'equipe che mi ha accompagnato e per tutta la struttura un grande risultato». Grazie a operazioni sempre più mirate e sempre meno invasive, si possono accorciare anche i tempi di recupero, degenza e riabilitazione dei pazienti.
Samuele Govoni
