Nel Ferrarese l’illegalità cambia passo
Record di accelerazione secondo l’Osservatorio Unioncamere. Abusivismo: nostre “specialità” occhiali e abbigliamento
È ancora lontana dai livelli di allarme di Modena e Bologna, ma in compenso si sta dando da fare per “recuperare” posizioni. È quanto emerge, per la provincia di Ferrara, dall’Osservatorio sulla legalità di Unioncamere che, oltre a sottolineare una preoccupante vulnerabilità dell’intera regione alle infiltrazioni mafiose, denuncia una non meno inquietante accelerazione dell’illegalità economica nella nostra provincia nel periodo 2010-2012, primato condiviso con Rimini: a livello nazionale Ferrara è quinta e Rimini addirittura seconda. In particolare l’indice dinamico di criminalità organizzata globale (ovvero la misura della sua crescita) a Ferrara è più che doppio rispetto alla media italiana (dato 100, a Ferrara è 262), quello di illegalità economica è 139 (18º posto) mentre l’indice di illegalità ambientale addirittura 282. Le provincie in cui si denota una repentina variazione in negativo della legalità economica, oltre a Ferrara, risultano essere Forlì-Cesena e Ravenna, collocate lungo la dorsale adriatica. E ancora Ferrara, Modena, Parma e Piacenza in regione sono le provincie meno virtuose in termini di rispetto dell’ambiente, precedute nella specifica graduatoria da Rimini e Reggio Emilia che occupano, rispettivamente, il secondo e quarto posto del ranking nazionale. Nonostante il negativo cambio di passo, Ferrara resta ancora al di sotto della media italiana alla voce “vulnerabilità” territoriale, collocandosi al 76º posto in quella generale e al 57º in quella economica (vedi tabella).
Nell’ambito dell’illegalità commerciale, in cui il Ferrarese registra un indice di sintesi di 71,4 su una media di 100, a spiccare per la nostra provincia è il reato di furto di opere d’arte, con un indice di illegalità di 240 su una media nazionale di 100. Tutti sotto il ranking nazionale, invece, gli altri reati “di area”: la contraffazione (indice 37,9), la ricettazione (75,8), il furto di mezzi di trasporto (29,3) e altri furti (91,5).
Sul fronte dell’abusivismo commerciale, infine, Ferrara risulta abbondantemente al di sotto del livello medio italiano per numero di sequestro (18,7 su 100), pezzi sequestrati e loro valore. C’è da aggiungere che, sempre alla voce abusivismo, la nostra provincia rivela una particolare “vocazione” per i settori dell’abbigliamento e degli occhiali, con percentuali pari rispettivamente al 73,6 e all’83,2% del totale dei beni sequestrati per categoria merceologica in Emilia Romagna, valori condivisi nel primo caso con Forlì-Cesena e nel secondo con Ravenna.
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