Rubata la cassaforte in una villa
Ad Argenta i malviventi hanno portato il forziere dal primo piano fin sulla strada poi sono fuggiti
ARGENTA. Quantomeno avevano muscoli d’acciaio i ladri che sono penetrati in una casa di via Galassi. Muscoli d’acciao che sono stati necessari per rubare una cassaforte in ferro, alta un metro e 60 centimetri, larga 70 centimetri e del peso di due quintali, portandola fin sulla strada da una camera da letto posta al primo piano. Nella cassaforte c’erano tre pellicce, monili in oro, 1.500 euro in contanti: un bottino complessivo di circa 10mila euro. In più la casa presa di mira dai ladri è situata nel pieno centro, ad Argenta, a dimostrazione della spavalderia impressionante di cui hanno dato dimostrazione i malviventi.
Il furto è stato messo a segno lunedì tra le 17 e le 19. E ad essere ancora al centro delle incursioni dei ladri, è stata via Galassi, conosciuta dagli argentani come la zona dei campi da tennis. La stessa zona residenziale che in questi giorni è stata teatro di una serie di incendi di auto senza contare i diversi furti commessi tempo addietro. Questa volta ad essere presa di mira è una villa che nel momento dell'irruzione era vuota. Secondo una prima ricostruzione, la banda ha agito dapprima aprendo un cancello laterale della recinzione quindi, sempre ha preso d'assalto un porta dotata di un cancello molto robusto. Utilizzando probabilmente un cric per la sostituzione delle ruote delle auto, i malviventi sono riusciti a piegare il cancello poi, con un secondo arnese da scasso - probabilmente un grosso cacciavite - hanno forzato una porta-vetri. «Una volta all'interno - raccontavano ieri verso mezzogiorno i proprietari della casa, che hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri di Argenta -, sono saliti fino in mansarda, rovistando ovunque. Secondo noi, non appena hanno trovato la cassaforte che abbiamo collocato all'interno di un armadio, hanno abbandonato ogni cosa e si sono dedicati solo a quella. Per portarla al piano terra, l'hanno fatta scivolare lungo le scale sopra una pedana e poi, l'hanno caricata su un automezzo parcheggiato a fianco alla nostra casa. Ma per fare tutto questo in quanti erano?». (g.c.)
