La Nuova Ferrara

Ferrara

Anche le voci del coro per l’addio alla barista

Anche le voci del coro per l’addio alla barista

Chiesa gremita a Serravalle per i funerali di Vittorina Ercolani Don Giorgio ha ricordato la sua attività e come riusciva a capire la gente

2 MINUTI DI LETTURA





SERRAVALLE. Per una volta, non sono andati da lei, ma l'hanno aspettata. Tutti o quasi, in piazza ed in chiesa. C'era veramente tanta gente in piazza a Serravalle, per dare l'ultimo saluto a Vittorina Ercolani, 63 anni, per oltre 34 anni che ha gestito il centralissimo bar Sport. La chiesa del paese era già piena molto prima che la salma arrivasse proveniente da Copparo, ed in piazza erano in tanti, tutto intorno, ad aspettarla per l'ultimo saluto. Tanta gente davanti al bar dalla saracinesca abbassata per lutto. Silenziosi e partecipi. All'arrivo del feretro la folla si è avvicinata e ha riempito la chiesa.

Un servizio funebre mesto e dolcemente misurato di don Giorgio Caon, con le partecipi e flautate, sommesse voci del coro parrocchiale. Citata la Lettera ai Romani di San Paolo e, nell'omelia, il vangelo di Luca, quello che ricorda i servi che devono essere pronti ad aspettare il ritorno del proprietario, in qualunque momento esso sia. E se lo saranno, sarà lui a servire loro. Poi don Giorgio ha ricordato il lavoro di Vittorina, il suo stare tra la gente, capirla, seguirla. Persino tenerle testa, se necessario, perché lei sapeva come fare, e perché a volte era questo quello che era giusto fare. Perchè il significato di quelle parole del Vangelo è che, per essere pronti nel momento estremo, conta come si è vissuto. Alla fine della messa funebre, il triste addio al feretro. Nel silenzio attraversato solamente da sussurri, con le figlie a dare l'ultimo saluto e la gente, tutta la gente che la conosceva e le voleva bene, a poca distanza, al suono triste della campana. Per riscaldare con il ricordo commosso la fredda giornata dell'addio. Poi la salma è ripartita, diretta ancora a Copparo, verso il giardino della cremazione.

Alessandro Bassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA