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«Così la Provincia non si può gestire»

Tagliani in Regione: poco tempo e soldi. In Consiglio comunale l’allarme sul welfare: non ce la fa più, bisogna cambiare

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Alla mattina a Bologna, per consegnare al governatore Bonaccini assieme agli altri sindaci emiliani la petizione dei dipendenti delle Province angosciati dai maxi-esuberi. Di pomeriggio in consiglio comunale, a lanciare allarmi sul welfare che non regge più e «l’Ici prima casa che non si può aumentare per legge». Tiziano Tagliani non ha mai potuto abbassato i toni durante l’intera giornata, contrassegnata dai passaggio di cappello tra presidente della Provincia e sindaco. La partita più preoccupante, ieri, sembrava quella della Provincia, dove ci sono 212 dipendenti in esubero rispetto alle funzioni che rimarranno a partire dall’1 gennaio e i tagli ammontano a 6,5 milioni nel 2015. «La ricollocazione di questo personale dovrebbe partire dai ministeri» è il messaggio che i sindaci-presidenti hanno lasciato a Bonaccini, il quale si è impegnato a «chiedere un incontro urgente» al governo guidato da Matteo Renzi.

Tagliani al termine dell’incontro ha riassunto così i contenuti del messaggio lanciato alla Regione: «Con questo livello di normazione non ci sono nè i tempi nè le risorse per la gestione del sistema Province, e nemmeno per la riforma istituzionale di area vasta che Bonaccini ha già anticipato. Non è infatti possibile decidere le deleghe da affidare alle Province e l’assetto di area vasta della regione, se il governo ci dà appena 90 giorni per approvare un progetto. Mancano il tempo e anche le risorse». Ora tocca a Bonaccini, assieme agli altri governatori, farsi sentire.

Nel pomeriggio c’era da discutere e approvare il bilancio 2015 del Comune, che nemmeno tiene conto dei nuovi tagli previsti dalla legge di Stabilità in approvazione, «e il testo attuale è assolutamente drammatico per i Comuni» ha commentato Tagliani. Anche così, però, non mancano i problemi: infanzia, welfare, imprese, sicurezza sono i punti sottolineati in rosso. L’esternalizzazione di altri due asili è un tema caldissimo, «abbiamo 17 milioni di sbilancio nel settore e ci mettiamo 584mila euro in più. Eppure i genitori che protestano mostrano di non avere una percezione reale dei costi: l’alternativa è chiudere sezioni». Il tutto in una città nella quale «più della metà dei bambini frequenta asili privati». Saranno spesi più soldi anche per l’Asp, ma il nostro sistema del welfare è studiato «per dare servizi altissimi a pochi», mentre la crisi e l’aumento degli immigrati impone «un cambio d’impostazione, verso una maggiore universalità». Alle imprese che assumono sono stati riservati 300mila euro in collaborazione con la Camera di commercio, ma la stessa «non sa se mangerà il panettone 2015, quindi è difficile programmare a lunga scadenza». Intanto la tassa di soggiorno è confermata, «gli alberghi non si sono svuotati anzi il 2014 c’è stato il decollo delle presenze». Quanto alla sicurezza, Tagliani ha bocciato l’inserimento degli studenti al grattacielo («ma con l’opposizione possiamo discutere») e riconosciuto il problema dei senzatetto in stazione: «Ci sono persone che la occupano, bisogna trovare soluzioni».

Stefano Ciervo

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