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le difese al riesame contro gli arresti

Il gip: «Vicenda non finita qui Sono altri i possibili indagati»

Il gip: «Vicenda non finita qui Sono altri i possibili indagati»

Il ricorso contro arresti e detenzione in carcere è partito nei giorni scorsi al tribunale del Riesame di Bologna: i giudici dovranno pronunciarsi sulle motivazioni che hanno spinto il giudice Piera...

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Il ricorso contro arresti e detenzione in carcere è partito nei giorni scorsi al tribunale del Riesame di Bologna: i giudici dovranno pronunciarsi sulle motivazioni che hanno spinto il giudice Piera Tassoni a decidere di confermare il carcere per i due arrestati per concussione. Gli avvocati Lorenzo Bramante per Lunadei e Andrea Marzola per Palma chiedono ai giudici che venga rivista del tutto la decisione, e almeno vengano concessi gli arresti domiciliari ai due indagati. Ma il giudice è stato perentorio, bocciando in modo fermo la concessione dei domiciliari, come scrive nell’ordinanza di convalida dell’arresto e applicazione della misura cautelare: «La misura degli arresti domiciliari, consentendo agli indagati di interagire quantomeno con loro conviventi, non garantisce le esigenze cautelari». Prima tra tutte quella dell’inquinamento delle prove. Perchè, qui in città, vi sono potenzialmente complici e altre vittime dei possibili e ipotetici reati di Lunadei e Palma. «Le indagini in corso - spiega il gip Tassoni - volte ad accertare compiutamente i contorni della vicenda che non appare esaurirsi all’episodio in esame e che per quanto affermato da Palma potrebbe coinvolgere altri soggetti, devono essere salvaguardate da possibile inquinamento attuabile dagli indagati, qualora posti in condizione di interagire tra loro e contro altri soggetti, nonchè accedere anche per interposta persona a documentazione esistente presso l’Agenzia delle entrate». Il gip riflette ad alta voce è sembra dare indicazioni agli inquirenti: «Gli indagati potrebbero condizionare le deposizioni di eventuali soggetti coinvolti in altri episodi illeciti: sussiste un pericolo di recidiva perchè al di là della sospensione adottata dall’Agenzia delle entrate questa è subordinata all’esistenza di una misura cautelare, in assenza di questa tornerebbe a rivestire lo stesso ruolo che gli ha consentito di delinquere».