La Nuova Ferrara

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«Quell’altra l’abbiamo fatta bene»

L’intercettazione: spunta un possibile ricatto riuscito, stavolta a una gelateria

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Si accusano a vicenda. Lunadei dice che Palma si è inventato tutto e che millanta. Palma, invece, confessa di aver chiesto mazzetta e soldi per conto di Lunadei. L’accordo tra i due c’era e l’atto del giudice Tassoni lo indica in modo netto. Riportando una intercettazione che apre uno scenario senza confini, almeno sul fronte delle indagini. Ad un altro nuovo caso. La telefonata è del 2 dicembre, pochi giorni prima il loro arresto, del 9 dicembre.

Palma chiama Lunadei e gli dice che l’imprenditore ricattato vuol più tempo per decidere per pagare: «Mi ha mandato un messaggio (l’imprenditore, ndr) chiedendo se si può aspettare il ritorno del fratello che è via...».

Ma questo ritardo complica tutto, Lunadei è arrabbiato e sbotta: « Io devo fare lo stesso la notifica domani, però, cazzo, vado a rischiare un guaio non indifferente... La notifica, io devo portare il verbale domani (quello fatto all’imprenditore in precedenza, ndr), se no va tutto a puttane, ti avviso subito... perché poi io dopo, dopo non posso più fermarlo dopo (i controlli, ndr)».

Gli inquirenti che interpretano l’intercettazione spiegano l’agitazione di Lunadei: è rischioso per lui trattenere a lungo il verbale di accesso sulla sua scrivania, perché deve notificarlo entro il giorno dopo per evitare che qualche suo superiore si accorga del ritardo e per giustificarlo approfitterà della scusa del periodo festivo dell’Immacolata. Ecco allora il passaggio topico, quello che, per il giudice, proverebbe l’accordo tra i due, per questo caso, per un altro e forse tanti altri. Lunadei risponde a Palma e spiega: «Appunto, per quello, però sai loro poi chiedono a me, ‘perché l’hai tenuto’? Non hai capito, allora? Eh, eh, noi quando abbiamo fatto... quando abbiamo fatto quella (ride) fatta per bene, quando abbiamo fatto la torta, no? Ok? Il gelato? (ride) Noi abbiamo fatto tutto a regola d’arte, così non è corretto (come in questo caso, ndr)». «Lunadei - riassume il gip Tassoni- dialogando con Palma pone a confronto l’accesso compiuto nel locale (del centro storico, ndr) con un altro controllo cripticamente indicato col richiamo ad una torta, un gelato, che era stato fatto a regola d’arte: dalla conversazione si desume quindi l’esistenza di un altro episodio analogo che ha verosimilmente coinvolto una gelateria». (d.p.)