Economia, 2014 nerissimo. Bene solo export e turismo
Terzo anno consecutivo di recessione, Govoni (Camera di commercio): manca pure la speranza Per tre mesi giù perfino i consumi negli iper. C’è però qualche assunzione in più
Si fa prima a dire cosa sta andando nell’economia ferrarese in questo 2014, il terzo consecutivo di recessione, quarto negli ultimi cinque. Dunque, sono positive le esportazioni, del 9% tra gennaio e settembre, il saldo più alto della regione al quale contribuiscono tutti i mesi tranne agosto. È andato discretamente il turismo, visto che le presenze sono aumentate dello 0,2%, con particolare riferimento al capoluogo (+9,6%). E c’è, perfino, un segno più in una specifica voce del disastrato mercato del lavoro, i nuovi contratti, che nell’ultimo trimestre sono aumentate dell’8%. Stop. Su tutto il resto il colore prevalente è il nero, tanto da far dire a Paolo Govoni (Camera commercio) che si tratta «di dati fortemente negativi, e, pure peggio, alle imprese sembra manchi pure la speranza di una ripresa. In questi anni, del resto, è stato perso un quarto della produzione industriale e un terzo delle costruzioni». Prometeia vede una micro-ripresa nel 2015, +0,5%, la metà rispetto al resto dell’Emilia, ma è bene ricordare che previsioni simili c’erano anche l’anno scorso e si finirà il 2014 allo 0,3%.
Le imprese registrate sono 36.640 al 30 novembre, -123 rispetto a fine 2013, con un’ecatombe in agricoltura («è stata un’annata tremenda, si è salvato solo il prezzo del grano duro» ha fatto presente l’analista Caterina Pazzi) e saldo fortemente positivo solo tra alloggi e ristoranti. L’industria manifatturiera ha fatto segnare -2,4% anche nel terzo trimestre, con particolari flessioni nel tessile e nel legno-carta, mentre per l’ottavo anno consecutivo calano le compravendite immobiliari (-2,9%). Il dato forse più negativo di tutti è però il calo del 3% delle vendite negli ipermercati: è accaduto nel terzo trimestre si tratta della prima volta, anche se già il Natale potrebbe aver invertito il trend. La Cassa integrazione straordinaria ha superato i 4,3 milioni di ore, +247,2%, un trend senza paragoni in Emilia e a livello nazionale, anche se i problemi si concentrano, riguardando un numero inferiore di lavoratori. Le sofferenze bancarie si sono stabilizzate mentre calano i protesti, forse per effetto della riduzione dell’attività economica.
Anche i dati positivi vanno contestualizzati. Se i nuovi contratti aumentano, infatti, la distruzione di lavoro continua: altri 1.100 posti persi per l’aumento delle uscite (pensionamenti compresi). E l’export è trainato quasi esclusivamente da petrolchimico, Berco e industrie centesi, anche se conforta l’aumento del 13,8% d’imprese che si affacciano ai servizi camerali per l’estero.
Il jobs act aiuterà la ripresa? «Lo vedremo tra due mesi, dalle risposte delle imprese» chiosa Tiziano Tagliani, presidente della Provincia. (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA