Falco, cala il sipario Non ci sono acquirenti
POMPOSA. Nulla di fatto ieri nel doppio incontro a Roma, al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e, al ministero dello Sviluppo Economico e nel pomeriggio per l'ultima definitiva verifica...
POMPOSA. Nulla di fatto ieri nel doppio incontro a Roma, al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e, al ministero dello Sviluppo Economico e nel pomeriggio per l'ultima definitiva verifica della situazione. Nessuna novità. Il curatore fallimentare ha affermato ai sindacati nazionali del settore ovvero Filcte-Cgil e Filca-Cisl che continuerebbero a sussistere manifestazioni di interesse ma che all’atto pratico non vi è nessuna offerta concreta. Il ministero del Lavoro ha riconvocato le parti per l’ 8 gennaio del prossimo anno per la firma del mancato accordo in quanto gli stabilimenti del gruppo sono sparsi tra Emilia-Romagna (Pomposa e Piangipane nel Ravennate), Piemonte (Frossasco in provincia di Torino) e Montelabbate in provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche). I dipendenti saranno in cassa integrazione fino al 23 gennaio poi per i dipendenti (un centinaio per lo stabilimento di Pomposa ed oltre 300 per tutto il gruppo) scatterà la mobilità . Cinquantadue dipendenti over 40 del gruppo Trombini, della fabbrica codigorese, vista la mancanza di prospettive future hanno anticipato l'uscita dall'azienda per entrare in mobilità prima della fine dell'anno, in quanto la modifica degli ammortizzatori sociali (Monti/Fornero), li avrebbe ulteriormente penalizzati togliendo loro mesi preziosi di reddito e di opportunità. La riforma degli ammortizzatori prevede infatti che dall'1 gennaio 2015 chi ha più di 40 anni di età invece di avere gli attuali 24 mesi di indennità di mobilità ne avrà 18, chi ha più di 50 anni di età perde 1 anno perché si passa dagli attuali 36 mesi ai 24 del 2015, rimane invariata la situazione per i dipendenti che hanno meno di 40 anni di età.
I sindacati ritengono che eventuali compratori si facciano vivi in una seconda fase quando il gruppo Trombini non sarà altro che una scatola vuota. Certo che per Codigoro e il Basso Ferrarese si tratta di un colpo durissimo per l’occupazione. (m.bar.)
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