Ferraresi, arredate il tunnel (della crisi)
Per Ferrara la sindrome del tunnel è ancora più acuta per la consueta serie di handicap che ha rispetto alle province confinanti
Il consiglio che l’esperto scandisce non lascia scampo: «Cari ferraresi, arredate il tunnel». Cioè, dentro questa crisi economica soggiorneremo per anni, pertanto attrezziamoci per convivere con i segni meno, la depressione, niente sviluppo, mentre fuori altre parti del mondo trottano.<EM>
Per Ferrara la sindrome del tunnel (senza un lumicino in fondo) è ancora più acuta per la consueta serie di handicap autoctoni rispetto alle province confinanti.
I numeri sgranati da Guido Caselli del centro studi Unioncamere Emilia Romagna sono spietati. Glielo abbiamo detto. Lo abbiamo fatto rilevare a tutti i referenti dell'Osservatorio che ieri si è riunito per la santa messa economica di fine anno in Camera di Commercio: c'è una parossistica numerologia della crisi.
Un'anatomia dello scompenso in percentuale. Sappiamo proprio tutto d'ogni flusso e comparto, contrazione e chiusura, d'ogni morte di saracinesca e delle dinamiche probabilistiche di quale altro dramma ci spetta domani.
Oltre tutti questi numeri manca il salto, la formula per uscire per avviarci fuori dal tunnel, il progetto per non doverlo arredare per una lunga permanenza. L'analista di Unioncamere e molti partecipanti, il direttore generale Mauro Giannattasio come il presidente Paolo Govoni, hanno convenuto che infatti c'è molta concentrazione specialistica sullo studio della crisi giorno per giorno, mentre pare non sussistere una pari spremitura di meningi sulle soluzioni. Ben oltre Ferrara.
Guido Caselli dice che è vero, ma con puntualità le sedi e i poteri istituzionali procedono su strade divergenti. E il tunnel s'allunga.
Aurelio Bruzzo, ordinario di politica economica, anch'egli al tavolo dell'Osservatorio per rappresentare l'Università di Ferrara conferma che il "disegno progettuale è deficitario". E ha portato l'esempio locale: siamo ancora in attesa della nuova giunta regionale e della sua attivazione su problemi urgentissimi; la Provincia è stata degradata a ente di secondo livello e la sua funzione è un'incognita; la Camera di commercio è rimasto l'unico soggetto polarizzante, termometro delle prospettive economiche, il cui destino è altrettanto incerto.
Caselli è un uomo che deve avere dimestichezza con la letteratura, le metafore e gli aforismi. Declina la crisi con due password molto chiare: "non più" e "non ancora". Cioè due scritte che potremmo posizionare all'ingresso ("non più" come prima) e alla fine ("non ancora" la luce) del tunnel ferrarese. Siccome è improbabile che le sedi e i poteri istituzionali italiani escano presto dalle sabbie mobili e progettino una soluzione, sarebbe necessario che Ferrara decidesse di non arredare il tunnel.
Dimenticavo di precisare che, al di là del fatalismo-scetticismo indigeno, c'è una Ferrara che esiste. E resiste.
Stefano Scansani
s.scansani@lanuovaferrara.it
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