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estorsione al sacerdote

La Cassazione: sì all’imputazione coatta

Deve essere processato per estorsione al sacerdote, il cittadino serbo accusato di aver ricattato il religioso ora condannato per violenza sessuale ai danni di suo figlio. Così ha deciso la...

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Deve essere processato per estorsione al sacerdote, il cittadino serbo accusato di aver ricattato il religioso ora condannato per violenza sessuale ai danni di suo figlio. Così ha deciso la Corte di Cassazione, chiamata a dirimere il contrasto tra il giudice Piera Tassoni che aveva disposto l’imputazione coatta del padre del piccolo, e il pubblico ministero che contro quella decisione aveva presentato ricorso. Il cittadino serbo era ospitato da un prete di Ferrara e entrambi sono stati al centro di due vicende giudiziarie in cui si trovano in ruoli contrapposti. Da una parte il prete, accusato di aver molestato il bambino e già condannato per violenza sessuale. Dall’altra il padre del bimbo accusato di estorsione al prete. Il sacerdote, difeso dall’avvocato Maruzzi dello Studio Mgtm, ha infatti sempre respinto le accuse sostenendo di essere vittima di una strategia di ricatti messa in opera dal serbo. Per quest’ultimo la procura aveva chiesto l’archiviazione, ma il gip al contrario aveva disposto l’imputazione coatta, contro cui a sua volta il pm aveva presentato ricorso in Cassazione. Che però ha ritenuto valida la decisione del gip.

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