La Nuova Ferrara

Ferrara

canili e costi

Parla Bigoni, che ha proposto la sopressione dei cani malati

di Maurizio Barbieri

"Mi si sta dipingendo come un mostro, un nemico dei cani, ma non lo sono affatto"

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«Mi si sta dipingendo come un mostro, un nemico dei cani, ma non lo sono affatto. L’amore e la cultura per gli animali e per i cani in particolare mi è stata tramandata dai miei nonni. Sono più animalista io del sindaco Eric Zaghini». Stefano Bigoni, capogruppo della lista di opposizione “Uniti per Berra” rinvia le critiche al mittente.

Che cosa è successo in consiglio comunale?

«Le mie parole sono state travisate. Il sindaco mi ha accusato perchè non aveva altri argomenti ed aveva il dente avvelenato nei confronti del sottoscritto. Ho solo detto di valutare di poter spendere meno. Volevo sapere come viene effettuata la suddivisione dei cani randagi, quale il metodo di misura che viene adottato. Lo so anch’io che la legge dal 1990 non permette l’abbatimento dei cani. È’ una storia che si ripete».

Prego, sia più chiaro.

«È già successo quando si parlava di sicurezza. Parlavo di osservatori volontari sul territorio e il sindaco Zaghini ha travisato quello che andavo dicendo che volevo le ronde in realtà avevo parlato di guardie ecologiche in quanto c’era ed esiste tuttora un problema di abbandono di rifiuti sul territorio comunale che è ben lungi dall’essere risolto».

Ritorniamo a bomba. Ovvero del suo amore per i cani.

«Tempo fa quando ancora andavo a caccia avevo trovato una cagnolina abbbandonata e l’ho adottata. Tuttora ho un cane meticcio, si chiama Cico e per me è il quinto figlio. L’ho preso circa otto anni fa che era piccolo da una cucciolata nata qui in paese. Può bastare questo?».

Lei ha detto di volere vederci chiaro dietro questa storia dei cani randagi.

«Una spesa di 30 mila euro per un Comune come il nostro mi sembrano tanti. L’anno scorso ne abbiamo spesi 25 mila e continuando di questo passo dove arriveremo? Questo problema è come un nodo che prima o poi arriverà al pettine e occorrerà risolverlo. Spero che non si arrivi al punto di fare una scelta ovvero tagliare i servizi o dare i contributi per i cani randagi. A volte dietro i canili si celano autentici lager, onde essere frainteso parlo in generale non dei canili di Migliaro, Ferrara o delle nostre zone ma la cronaca è zeppa di questi episodi».

La sua proposta qual è?

«Iniziare con una campagna di sensibilizzazione e adozione in quanto l’ignoranza umana provoca problematiche di carattere sociale e poi il Comune metta a disposizione contributi per quei cittadini che vogliano adottare un cane».