La Nuova Ferrara

Ferrara

ferrara

Senso unico eccetto bici ma solo se vuole il Comune

Senso unico eccetto bici ma solo se vuole il Comune

Reintrodotta in Commissione Trasporti la deroga sulle strade “lente”. Ma perché entri in vigore serve una specifica ordinanza dell’amministrazione

1 MINUTI DI LETTURA





Soppresso in agosto da un emendamento di Scelta Civica, reintrodotto ora in Commissione Trasporti della Camera grazie a un altro emendamento, questa volta del Pd.

Il cosiddetto “senso unico eccetto bici” rinasce dunque nel nuovo comma 1-bis dell’articolo 182 del Codice della Strada, ma perché possa rientrare pienamente in vigore è necessaria una specifica ordinanza comunale. A darne notizia, con implicita sollecitazione dell’imprimatur amministrativo, è il consigliere comunale di Sel Leonardo Fiorentini sulla sua pagina Facebook.

Il nuovo comma, secondo l’emendamento approvato, prevede infatti che “Nelle strade o nelle zone all’interno dei centri abitati nelle quali il limite massimo di velocità è uguale o inferiore a 30 chilometri orari, può essere consentita, se espressamente prevista con ordinanza, la circolazione dei ciclisti anche in senso opposto a quello di marcia di tutti gli altri veicoli».

A informare gli utenti della strada si dovrà provvedere aggiungendo alla segnaletica verticale un “apposito pannello integrativo di eccezione per i velocipedi”. Una misura ritenuta efficace per lo sviluppo della mobilità ciclistica nelle città e nel miglioramento della qualità dell’aria e del traffico.

Una novità che non passerà certo inosservata nella città delle biciclette, e che contribuirà probabilmente a riaccendere il dibattito sulla proposta degli Fiab (l’Associazione Amici della Bicicletta) di ampliare le zone 30 su tutto il territorio comunale.