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«Uccidere Fido? Bigoni cambi mestiere»

«Uccidere Fido? Bigoni cambi mestiere»

Malaguti (Fdi): poi sopprimiamo gli umani vecchi e malati? L’indignazione delle associazioni: il consigliere chieda scusa

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Non vuole essere dipinto come una Crudelia De Mon dell’area padana il consigliere comunale leghista Stefano Bigoni, che ha deciso di sfoderare la spada contro i cani vecchi e ammalati. Meglio sopprimerli se nessuno vuole adottarli a causa del loro stato di salute, aveva dichiarato mercoledì scorso il capogruppo dell’opposizione del Comune di Berra, perchè in tempi di crisi delle finanze pubbliche (e private) si potrebbe risparmiare qualche soldo sul costo dei canili.

Forse, però, non si aspettava che un messaggio rivolto agli avversari politici locali potesse essere ritenuto interessante anche fuori dai confini del municipio e non ha considerato il fatto che internet non ha recinti e che gli italiani - i ferraresi non fanno eccezione - mostrano una sensibilità particolare quando la cronaca si occupa dei ‘diritti’ e del trattamento riservato agli animali. Un tema su cui le divisioni e i contrasti, come pure le affinità di vedute, si formano all’interno di spazi virtuali che ignorano i confini della politica.

«Sbagliato l’obiettivo». Così può succedere che ad un consigliere comunale di destra (Lega Nord) risponda senza mezzi termini un ex consigliere regionale sempre di destra, Mauro Malaguti (Fdi), che dopo aver letto quelle dichiarazioni si è messo le mani nei capelli e ieri ha consigliato a Bigoni di dedicarsi ad altre attività, «non alla politica». Perché oggi - ha argomentato l’esponente politico di Fratelli d’Italia, che nel suo sito internet si definisce «amante degli animali», ha postato una foto in cui compare la sua cagnolina meticcia Carlotta ed espone il logo della campagna “Boia chi molla” contro l’abbandono dei cani - la politica vive già uno dei suoi momenti peggiori e certe affermazioni non fanno altro che mettere in cattiva luce anche chi la fa con passione».

Malaguti è convinto che se l’intento di Bigoni «era di promuovere un progetto di legge- perché uccidere e maltrattare gli animali oggi è illegale - a mio avviso ha sbagliato obiettivo. Quando avremo eliminato i cani ammalati, per risparmiare sulla sanità che costa tanto passeremo agli uomini e scaveremo la fossa a chi non è in buona salute? Bigoni, fra l’altro, dovrebbe sapere che i cani spesso tengono compagnia agli umani e alleviano la solitudine». Ma la bocciatura di Malaguti, ieri, ha solo anticipato di un’oretta il durissimo comunicato di quattordici associazioni animaliste che invitano Bigoni a fare «marcia indietro» e a «chiedere scusa a tutti, i cani per primi».

«Ma quale civiltà?». A firmare il documento sono i responsabili di A Coda Alta, Animal Defender.. Animal Liberation, A.v.e.d.e.v., Animaliamo Bondeno, Associazione portuense tutela animali, E.n.p.a. Ferrara., E.n.p.a. Cento, G.a.t.a., Lega nazionale per la difesa del cane Ferrara, L.a.v. Ferrara, L.i.d.a., L.i.p.u. Ferrara e O.i.p.a. Ferrara. Tutte solidali con il sindaco di Berra, Eric Zaghini, che ha dovuto ascoltare le «incredibili dichiarazioni» sulla «"condanna a morte" dei cani anziani o ammalati ospitati in canile. Ci dica quale percentuale del bilancio viene assorbita dalle spese per i cani ricoverati in canile? Siamo quasi certi che inizierà con lo 0 virgola ...». La sferzata delle associazioni non risparmia nemmeno «il cane del signor Bigoni. Speriamo sia giovane e goda di buona salute, ma se è anziano, si auguri che non gli venga nemmeno un …. raffreddore perché la sua sorte, per coerenza con le affermazioni riportate, sembrerebbe già tristemente segnata».

L’eutanasia è prevista dalla legge solo per «i cani "incurabili"- precisano i quattordici sodalizi animalisti - A quale civiltà si ispira Bigoni? Invece di esprimere la sua indignazione nei confronti di chi abbandona i cani, di chi non li fa sterilizzare favorendo cucciolate indesiderate che poi finiscono nei canili, di chi non gli fa impiantare l'obbligatorio microchip, propone una soluzione degna d'altri tempi».

Chi ha fatto poco per dotarsi di strutture per il ricovero dei cani - rilevano le associazioni - ha dovuto rassegnarsi alle conseguenze. Come è avvenuto nel sud con il problema del «randagismo» che significa «insicurezza per l'incolumità delle persone e del livello sanitario delle malattie trasmissibili all'uomo. Beh, nemmeno in quelle regioni hanno mai pensato alla macabra soluzione che lei ha avuto la sfrontatezza di proporre».

«C’è chi bara sui numeri». Nè è percorribile l’alternativa dei «canili gestiti da persone senza scrupoli, come la tv spesso ci fa vedere, che lasciano morire i cani per mancanza di cure ma, come non Le dovrebbe essere sfuggito, continuano lo stesso a percepire i fondi comunali barando sui numeri dei cani ospitati». La lettera si chiude con un richiamo amaro e irritato: «Non sono certo i finanziamenti, sempre più ridotti, ai canili che stanno mandando in rovina l'Italia e, crediamo, nemmeno il Comune di Berra. Ma questo è un altro discorso, politico, e noi qui vogliamo solo esprimere nei Suoi confronti la nostra profonda indignazione umana a nome delle associazioni di tutela degli animali della provincia di Ferrara».