A Molino Boschetti chiuso anche il secondo lotto
L’annuncio dato dal direttore generale di Cmv Servizi Ora la discarica attende solo il termine dei lavori per la sistemazione finale
SANT’AGOSTINO. «È stato chiuso il secondo lotto della discarica di Molino Boschetti. Ora sono iniziati i lavori di sistemazione finale». È uno degli obiettivi raggiunti da Cmv Servizi nel corso del 2014 nel settore dell'Igiene Ambientale Obiettivi. L’annuncio della chiusura è stato fatto dal direttore generale Daniele Ceccotto - venerdì mattina nella sede della società - in occasione della Giornata della Trasparenza della multi-utility, occasione per tracciare un bilancio delle attività svolte nel 2014 e le prospettive del Gruppo per il 2015.
«Dal 28 novembre quindi – ha precisato Ceccotto davanti dipendenti e cittadini - non vengono più introdotti rifiuti nel corpo della seconda discarica. L'ultima tranche delle 15mila tonnellate autorizzate, è stata completata. Come consentito dalla Regione e secondo l'autorizzazione data a Cmv, d'ora in poi nel sito entrerà solamente il materiale conferito per la sua copertura finale: le macerie degli ultimi cantieri relativi all'emergenza dal sisma, mescolate con terra vegetale drenante».
Dal 2012 a oggi sono state stoccate nel sito di Molino Boschetti ben 134mila tonnellate di macerie. Sul loro riutilizzo, come riferito da Ceccotto, rimane aperta la questione con i Comuni di Cento, Mirabello Sant'Agostino, Pieve di Cento e Castello d'Argile: «Una parte di queste macerie, già lavorate e pronte ad essere riciclate, potrebbero andare anche sul primo lotto. Una proposta già trattata e inserita nel budget, ma i tempi dell'operazione, che in ogni modo è in fase di arrivo, dipendono dai Comuni che devono presentare una variante alla Provincia. E' importante – ha evidenziato Ceccotto- togliere dalla discarica le macerie stoccate, riutilizzandole in modo intelligente».
E in merito al progetto di impianto del biogas e ricircolo del percolato: «Non abbiamo nessuna intenzione di mettere alcuna macchina nel sito. Dopo 4 anni e a seguito dell'input contrario dato da Sant'Agostino contro l'impianto di ricircolo, non ha nessun senso realizzare un impianto di biogas. Senza il primo, l'intera operazione rappresenterebbe una spesa inutile». E per rispondere alle indicazioni fornite dalla Provincia: «In questi giorni, gli uffici stanno mettendo a punto un modello che dimostri con i numeri la scarsa presenza di biogas nel sito, e che nemmeno il ricircolo sarebbe in grado di ammortizzare i costi di realizzazione dell'impianto».
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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