Carife più “leggera” prima di Natale
La cessione della controllata Commercio e Finanza sarebbe imminente. I commissari attesi a Napoli già domani
FERRARA. In casa Carife, a Natale, i commissari potrebbero trovarsi a stappare una bottiglia speciale. Un brindisi per l’avvenuta vendita di Commercio e Finanza, la società di leasing del gruppo bancario estense messa sul mercato e da mesi in cerca di compratori. Le voci che arrivano da Napoli, dove i commissari sono attesi domani, e che rimbalzano insistentemente da qualche giorno tra Bologna e Ferrara prospettano una chiusura della partita - importantissima e propedeutica al proseguimento del piano di ristrutturazione imposto dal commissariamento - a brevissimo termine. Escludendo Natale e Santo Stefano, quindi, restano i primi tre giorni della settimana. I rumors indicano addirittura quelli più probabili: domani o martedì.
Sarebbe un passo assolutamente significativo per l’istituto di corso Giovecca, perché la mancata cessione di Commercio e Finanza finora ha rappresentato un ostacolo tutt’altro che irrilevante sulla strada del risanamento, passaggio obbligato per accedere allo scenario successivo. Altrettanto e forse ancor più decisivo di quello che - se le voci già riportate troveranno conferma - prenderà forma questa settimana, perchè mette in gioco l’assetto futuro dell’azienda di credito in gestione commissariale fino a maggio 2015.
Archiviato il capitolo di Commercio e Finanza, anche se con riflessi che si annunciano non proprio positivi per il patrimonio dell’istituto (potrebbe essere svalutato in proporzione al volume dei crediti deteriorati) ma comunque utili per dare una prospettiva all’azione dei commissari, si aprirebbe quello del ‘salvataggio’ vero e proprio per scongiurare l’ipotesi - già abbondantemente circolata e commentata nelle scorse settimane - della liquidazione coatta. Un epilogo che per ora resta sullo sfondo, soprattutto dopo i passi compiuti nei mesi scorsi da CariCento che hanno prospettato un possibile esito post-commissariale alternativo e oggi forse più concreto di quello rappresentato dall’opzione Banca Popolare di Vicenza, istituto passato in modo rocambolesco attraverso l’imbuto degli stress test Bce.
L’uscita di scena di Commercio e finanza potrebbe rendere inevitabile un intervento provvisorio del sistema bancario per stabilizzare i ‘pilastri’ patrimoniali di Carife. Ma questo step dovrebbe essere necessariamente seguito da un corposo aumento di capitale promosso dagli eventuali acquirenti. CariCento non ha risorse sufficienti per reggere da sola l’impresa e dovrebbe essere quindi supportata da banche con le spalle ancora più forti. Si fanno i nomi di istituti di rilievo nazionale, ma per ora restano ipotesi con le quali i commissari dovranno confrontarsi fin dai primi giorni del 2015.
