La Nuova Ferrara

Ferrara

FERRARA

«Le coop non meno professionali d’altri»

«Le coop non meno professionali d’altri»

Parlano dirigenti e operatori impegnati nelle esternalizzazioni degli asili: contratti rispettati e controlli su ogni servizio

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. «La gestione in collaborazione tra pubblico e privato sociale non significa scarsa qualità e perdere le caratteristiche del servizio pubblico. Non siamo disponibili a farci considerare meno capaci e meno professionali a priori».

Parlano i dirigenti e gli operatori delle cooperative impegnate nelle esternalizzazioni delle scuole d’infanzia comunali, quelle passate (Pontelagoscuro e Boara) e quelle future (Pacinotti e Jovine). Vogliono replicare alle obiezioni sollevate dai sindacati e dal comitato ‘Bambini fuori dal Comune’.

«Siamo amareggiati – spiegano – per un atteggiamento incomprensibile, quasi persecutorio, contro le scelte dell’amministrazione comunale». La gestione indiretta viene presentata come un modello efficiente: «Consente il confronto tra più soggetti imprenditoriali – dice Andrea Benini, presidente dell’Alleanza cooperativa che associa Legacoop, Confcooperative e Agci -, anziché assegnare il monopolio a un gestore unico senza controllo esterno, i costi relativi alla sostituzione per malattia o infortunio sono a carico di Inps e Inail, la motivazione degli operatori è superiore o uguale anche perché devono dimostrare ogni giorno la propria professionalità».

Il differenziale retributivo con i dipendenti comunali esiste, «ma in ogni caso – sottolinea Benini - sono pienamente rispettati i contratti collettivi, che per noi è quello delle coop sociali e non del pubblico impiego; si parla di stipendi di 300 euro in meno al mese? Dipende da come si fanno i calcoli, se per ore lavorate o no. E ricordo che il differenziale può essere ridotto dal committente nei capitolati d’appalto».

Il nodo è che per i dipendenti coop il periodo coperto è di 10 mesi, quindi senza ferie estive pagate né lunghe pause per le festività. La qualificazione? «Obbligatoriamente la stessa, ma è significativamente inferiore l’incidenza di altri fattori che rendono meno presenti gli operatori sul posto di lavoro».

Altra questione: i controlli. Non è vero siano ridotti, sostengono gli educatori, «c’è un report trimestrale obbligatorio e il Comune manda un funzionario che sta con noi anche tutta la mattinata, osserva, scatta foto e fa filmati, controlla come addormentiamo i bimbi».

Il comitato dei genitori degli alunni delle scuole Pacinotti e Jovine pone il problema della continuità didattica. «Quando subentrano le cooperative ci può essere un cambio degli insegnanti, ma poi dentro la gestione indiretta il turnover è praticamente azzerato», segnala il coordinatore pedagogico Thomas Gallerani. In conferenza stampa c’è anche la presidente del comitato di partecipazione della scuola di Pontelagoscuro, esternalizzata dal 2012: «All’inizio – ricorda Valeria Franceschetti – noi genitori eravamo contrari, era qualcosa che non conoscevamo. Poi sono stati fatti aggiustamenti e ora diciamo che la qualità del servizio è stata mantenuta e sono stati attuati progetti didattici innovativi».

Fabio Terminali