Patfrut, strategie attive sui mercati e controllo dei costi
Domani l’assemblea dei soci della struttura ortofrutticola Il presidente Emiliani: «Siamo presentia tutti i tavoli»
Patfrut, realtà di punta del settore ortofrutticolo, terrà domani l'assemblea dei soci, che prenderà in esame tra l'altro le modifiche statutarie necessarie per l'acquisizione della qualifica di Organizzazione di Produttori per il prodotto patate. Si relazionerà sugli acconti erogati in valuta 16/12/14. Seppure in questa fase di grande criticità, l'ammontare complessivo degli acconti è di 10.740.000 euro, superiore in valore di 60.000 euro rispetto a quelli erogati nel medesimo periodo dell'anno 2013.
Le pere. «Per diversi prodotti - afferma Danilo Pirani, responsabile del comparto frutticolo - l'ammontare degli acconti è stato uguale o superiore ai prezzi di vendita definitivi praticati al momento della raccolta. Doveroso fare alcune considerazioni sul comparto pere: l' eccessivo frazionamento del prodotto verso il mercato e i prezzi molto bassi praticati in vendita in fase di raccolta hanno condizionato negativamente i primi mesi di commercializzazione, impedendo la difesa delle quotazioni sul mercato. L'inversione di tendenza con l'aumento delle quotazioni è stata possibile solo da fine novembre, quando si sono ridotti gli operatori commerciali presenti sul mercato e quelli rimasti hanno potuto invertire la situazione che si era creata; a inizio dicembre in Emilia Romagna è giacente nei magazzini frigoriferi un quantitativo di prodotto inferiore del 19% rispetto al 2013. Questa situazione lascia presagire un ulteriore recupero delle quotazioni, anche se il risultato finale rimarrà condizionato dal 50% di prodotto già commercializzato nei primi mesi della campagna. Guardiamo con più ottimismo al 2015 con l'augurio e la disponibilità, insieme agli altri attori del complesso produttivo e commerciale di trarre spunto dalle situazioni del 2014 per programmare ulteriori soluzioni strategiche».
Le patate. «Per il comparto orticolo - sottolinea il responsabile Davide Pasini - molti fattori stanno giocando contro il valore di mercato delle patate: il clima sfavorevole, gli effetti indiretti dell'embargo russo, una qualità non eccelsa della merce. Il clima è risultato sfavorevole alla produzione durante l'estate e penalizzante per il consumo durante l'autunno: troppo miti le temperature da settembre a novembre per pensare che il consumatore abbia voglia di cucinare patate. A questo si somma la strenua competizione derivante dall'abbondante disponibilità di altri ortaggi di stagione, a prezzi competitivi per via del surplus produttivo innescato proprio dal clima temperato. Si avverte poi lo scompenso derivante dalla brusca chiusura delle frontiere russe, con ingenti quantitativi che dal Nord Europa cercano altre vie per collocarsi in commercio. Il tutto in un contesto nel quale, se è vero che le produzioni al Nord Europa sono risultate superiori alla campagna precedente, l'incidenza di prodotto non idoneo alla commercializzazione è particolarmente elevata, con un 20-30% tra scarto e tuberi non idonei alla lunga conservazione. Da gennaio-febbraio smaltito il prodotto non conservabile, è auspicabile che il mercato si confronti con gli effettivi volumi disponibili, cercando di assestare un importante colpo di coda nel finale dell'annata commerciale. Le semine di prodotto novello al Sud Italia sono date in sensibile calo (15-20%), e questo può favorire il mantenimento in assortimento del nostro prodotto per un periodo commerciale più lungo».
La gestione. «La nostra cooperativa - afferma il presidente Piero Emiliani - nell'ambito di un ampio progetto di riorganizzazione avviato lo scorso anno, sta portando a termine l'implementazione di un sistema di controllo di gestione, che prevede un monitoraggio sempre più attento e scrupoloso di ogni voce di costo. Il tutto senza mai distogliere l'attenzione dal mercato. Patfrut è presente a tutti i tavoli, cercando di individuare le opportune strategie per condizionare il mercato e non subirlo passivamente. Nel drammatico contesto di crisi che purtroppo ci accompagna da anni, dobbiamo riuscire a creare le condizioni per condividere programmi strategici ed operativi nell'interesse di tutti gli operatori commerciali, con lo scopo di riuscire a fornire le risposte tanto attese dai nostri soci».
Andrea Tebaldi
