«Vorrei un gioco qualsiasi... e una villa»
In piazza Municipale le richieste dei bambini. E degli adulti: «Ho sessant’anni anni e chiedo un uomo da amare»
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FERRARA. La felicità è un criceto con gli occhi rossi. Per Matilde sarebbe la più bella sorpresa da trovare sotto l’Albero. Lo ha scritto con la sua calligrafia bambina in una delle centinaia di letterine a Babbo Natale che assediano l’abete dei desiderata allestito in piazza municipale tra le casette della Contrada San Paolo.
Andrea, 4 anni, ha le idee chiare e abbondanti. “Vorrei questi giocattoli”, e dopo i due punti una sfilza di sogni: “una macchina dei carabinieri, il maialotto che fa il botto, occhio al fantasma...” e via continuando con la promessa di far trovare a Babbo Natale “i biscottini con il latte”. Ad aiutare i piccoli ad appendere le loro missive interviene una premurosa Elfa, indaffarata per i messaggi che continuano ad arrivare. Nicola ed Elena, immaginiamo un po’ più cresciutelli, chiedono - oltre a dettagli come amore e felicità - anche “un po’ di memoria per gli esami”. Con un P.S. “Facci vincere all’Enalotto”. Vittoria ama i gemellaggi: “Un giorno potrei venire a visitare dove ricevi le tue letterine”, azzarda. Ma subito si dice pronta a ricambiare: “Tu un giorno potresti venire a casa mia a dormire?” Nell’era digitale della connessione perenne, è ancora l’analogico Ciccio Bello a trionfare, anche nella versione Ciccio Bua, così come altri giocattoli “antichi” come il Lego e il Pongo che tornano con frequenza nelle liste. Emanuele mette le mani avanti: “Sono stato bravo”. E poi bussa: “Vorrei un kit da disegno”.
Il furbo Thomas premette: “Sono un po’ birichino”. E poi, con incongruenza solo apparente attacca una sfilza di richieste: Tantors Giganti, Garage, Lego, Laboratorio, Pennarelli, Gru, Spararagnatele, Pizzeria, Pongo. Perché, spiega alla fine, “Con i giochi faccio il bravo”. Lucrezia gioca la carta dello scambio: “Ti regalo i miei ciuccetti da portare ai bambini poveri. Io vorrei una bambola con la carrozza e il cavallo. A mio fratello potresti portare un robot”. Qua e là, tracce di passioni sportive: Federico desidera il Lego e la maglia dell’Inter, un suo omonimo invece il Treno dei Dinosauri e la sciarpa della Juve. Fra tante richieste, si insinua qualche dubbio: “Caro Babbo Natale stai bene? Io sì - scrive Cristina. Che però non può fare a meno di chiedersi: “Vorrei sapere come fai a fare tutto il giro del mondo!” Altre lettere sono dettate solo dalla gratitudine: “L’anno scorso ti ho chiesto un cane e me l’hai portato. Quindi per quest’anno va bene così!”Alessandro si affida all’esperienza di Babbo Natale: “Ti voglio tantissimo bene e vorrei che tu mi portassi un regalino”. Un suo coetaneo (a giudicare dalla calligrafia) va più al sodo: “Vorrei un giocattolo qualsiasi - comincia con ingannevole modestia - “E una villa da 50mila euro” conclude, ignaro degli standard del mercato immobiliare. Antonio vuole “una pista supergigante delle macchinine”, Edoardo, due anni e mezzo, “la macchina grande grande di Sam”; Filippo si accontenta di “un camion dei pompieri rosso”; Mirko, 3 anni e mezzo, non vuole un modellino qualsiasi ma “un camion del pattume come quello che vedo fuori dalla finestra la sera”. Sara vuole una bambola che parla e un’altra che mangia, vuole la casa delle Fate e poi, a pensarci, anche “una fata che parla”. C’è chi non ama sbandierare i suoi desideri e li ha infilati in una busta chiusa indirizzata: “Per Babbo Natale, Polo Nord”. E invece chi li esprime con disarmante sincerità: “Caro Babbo Natale, sono una donna di 60 anni, cerco un uomo da amare. Ti prego esaudisci questo mio desiderio, ti prometto che sarò brava”. Come dirle di no?(a.m.)
