Blitz contro neofascisti di Ordine Nuovo: una donna indagata nel Ferrarese
Gli arresti scattati per 14 persone, 31 invece gli indagati e tra questi la ferrarese la cui casa è stata perquista dai carabinieri che hanno sequestrato documenti e computer
FERRARA. Nel blitz antiterrorismo dei carabinieri del Ros che ha portato a 14 arresti in varie regioni italiane c’è anche una donna ferrarese, al momento indagata. Gli arrestati e gli indagati sono delle province di Chieti, Pescara, L'Aquila, Teramo, Padova, Milano, Como, Varese, Lodi, Pavia, Roma, Rieti, Ferrara, La Spezia, Gorizia, Ascoli Piceno, Napoli, Sassari, Modena, Udine e Torino. Secondo l'accusa erano pronti a organizzare attentati contro prefetture, questure, uffici Equitalia e in un secondo momento partecipare alle elezioni politiche con un proprio partito. Pianificavano anche azioni cruente in luoghi di ritrovo di cittadini extracomunitari. L’inchiesta della magistratura dell'Aquila è scattata nei confronti di un gruppo clandestino che, richiamandosi agli ideali del disciolto movimento neofascista «Ordine Nuovo», progettava «azioni violente contro obiettivi istituzionali».
Nell'ordinanza dicustodia cautelare si contestano i reati di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico ed associazione finalizzata all'incitamento, alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Contestualmente agli arresti sono in corso delle perquisizioni a carico di altri 31 indagati e tra questi, la donna ferrarese: i carabinieri hanno svolto perquisizioni e sequestri di materiali, e anche di computer, nell’abitazione della donna indagata, mentre il suo livello di coinvolgimento, da quando si è appreso dagli inquirenti, viene definito «marginale».
Al centro delle indagini del Ros, riferiscono gli investigatori, un gruppo che sulle orme di «Ordine Nuovo» aveva messo in cantiere azioni violente nei confronti di «obiettivi istituzionali», allo stato non meglio precisati, utilizzando i social network come «strumenti di propaganda eversiva».
Capo dell'organizzazione è ritenuto Stefano Manni, nato ad Ascoli il 19 luglio 1966 e residente a Montesilvano (Pescara). Manni vanta un legame di parentela con Gianni Nardi, terrorista neofascista che negli anni Settanta, insieme a Stefano Delle Chiaie, Giancarlo Esposti e Salvatore Vivirito, era uno dei maggiori esponenti di Ordine Nuovo.
