Carife, Napoli e Ferrara unite nell’attesa
Nelle due città si spera che i brindisi natalizi con i commissari portino la notizia dello sblocco del caso Commercio e Finanza
A Napoli non vogliono più sentirla quella parola. «Commercio e Finanza non è la ‘zavorra’ di Carife, come hanno continuato a dipingerci per mesi - ribatte piccato Giuseppe Torelli, sindacalista della Fiba-Cisl partenopea - Parliamo di una società con cinquanta dipendenti che continua a gestire contratti di leasing e factoring, anche se non ne acquisisce di nuovi. Il problema non è Commercio e Finanza, spiegatelo bene, è Carife. Prima è arrivato il commissariamento della banca poi il nostro». Nel capoluogo campano, dove Commercio e Finanza ha iniziato a operare all’inizio degli anni ’80 sotto le insegne del Banco di Napoli prima di passare sotto l’ombrello della Cassa di corso Giovecca, ricordano bene il verbale d’accordo del novembre 2013, firmato dai sindacati e dai commissari di allora, Bruno Inzitari e Giovanni Capitanio, che preannunciava il trasferimento di 36 dipendenti della società campana nell’ambito del piano di ristrutturazione dell’istituto estense. Ora chiedono che gli attuali commissari, Capitanio e Blandini, alzino il velo sul futuro della controllata che è stata messa in vendita anche per rendere più appetibile il boccone più grosso, cioè la stessa Cassa estense, a sua volta in cerca di acquirenti. Da giorni a Napoli come a Ferrara si spera - e qualcuno è convinto che questo avverrà - che i brindisi natalizi con sindacati e dipendenti fissati per l’inizio di questa settimana nel capolugo regionale campano e in città (domani) possano offrire l’occasione ai tecnici inviati da Bankitalia di poter annunciare lo sblocco o la svolta di una trattativa. Proprio quella - ripetono le voci - che vede protagonista Commercio e Finanza. Il superamento di questo nodo è ritenuto necessario per poter inquadrare il passaggio successivo, cioè la cessione della banca che potrebbe richiedere mesi per l’individuazione e l’incardinamento della soluzione più praticabile o adeguata mentre la scadenza del commissariamento resta fissata per maggio. Domani, nell’incontro programmato a Ferrara con struttura e sindacati, il resoconto dei commissari potrebbe aprire subito una nuova fase ma anche annunciare, prevedono i più cauti, un rinvio a dopo le feste.
