«Come vivo con 50 euro al mese?»
L’appello: non lavoro ed Equitalia pretende i soldi di una multa
Ci si è messa pure Equitalia. La Nuova ha raccolto la storia di L. G., cinquantenne di Ferrara con una figlia di diciannove, le cui vite sono state investite in questi ultimi mesi dalla crisi, dall’insufficienza delle risorse per l’ assistenza sociale e infine dall’agenzia di riscossione.
«Ho sempre lavorato, ho oltre venticinque anni di marche» spiegava ieri mattina mostrando gli statini dell'Inps: ha lavorato soprattutto nel settore della ristorazione ma da qualche tempo è rimasta senza impiego, e tutte le occasioni che riesce a trovare - racconta - verrebbero retribuite 100 euro al mese o tre euro l'ora. Abita in un appartamento dell'Acer, l'Azienda servizi alla persona le paga le utenze e le dà cinquanta euro al mese. «Ma come faccio a campare con questa somma? - domanda - Eppure so che ad altre persone arrivano a darne fino a 300. Sto patendo le pene dell’inferno, mi vedo costretta a chiedere soldi alle persone che conosco e vivo in un appartamento ammobiliato grazie all'aiuto di un prete. Di mio ho solo uno scooter». E proprio il motociclo rischia di costarle caro, aggiungendo altri problemi: «Nel 2007 feci l'errore di lasciarlo guidare a una persona senza documenti e ricevetti una multa». Non la pagò, e ora Equitalia le chiede, tra interessi e sanzioni, oltre 3mila euro, che L. G. non ha. Ha parlato della vicenda anche con l'assessore ai Servizi alla Persona, Chiara Sapigni, nel tentativo di vedersi annullare la multa o per lo meno di vedersi sospesi gli interessi. L'assessore le ha risposto che il Comune in questo caso non può intervenire. E così, come tante altre storie di questo tipo, anche la sua è arrivata alla Nuova.
Gabriele Rasconi