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Ecco la seconda mazzetta per ricatti ad una gelateria

La Procura di Ferrara
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Tangenti sotto il duomo: ieri contestata la seconda concussione al funzionario La procura presenta ai giudici nuove accuse affinchè resti in carcere

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Un’altra tangente, frutto del ricatto ad una gelateria, è stata contestata formalmente, ieri, all’udienza davanti al tribunale del Riesame a Bologna cotnro il funzionario dell’Agenzia delle entrate, Lepoldo Lunadei: è stata una sorpresa anche per lo stesso suo difensore, l’avvocato Lorenzo Bramante che lo ha assistito davanti ai giudici chiedendo la liberazione o gli arresti domiciliari: Lunadei, spiega il difensore, continua a dirsi del tutto estraneo alle tangenti incassate dal presunto complice, Maurizio Palma, che invece avrebbe ammesso anche questa seconda mazzetta. I giudici - spiegava ieri l’avvocato Bramante - si sono riservati la decisione e prima di Natale dovrebbero pronunciarsi se confermare o no il carcere. Si allarga sempre più, dunque, l’inchiesta come era già stato ipotizzato fin dopo gli arresti di Lunadei e Palma avvenuti il 9 dicembre e sulla base dei riscontri e degli atti dello stesso giudice Piera Tassoni che aveva confermato la custodia per entrambi.

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La tangente in gelateria è emersa proprio durante le prime indagini e ora gli inquirenti stanno valutando e setacciando tutte le pratiche di Lunadei.

«Per quanto ci riguarda - dichiarava ieri l’avvocato Bramante - noi sosteniamo l’estraneità di quanto viene riferito da altri (Palma, ndr) poichè non vi è mai stato nessun coinvolgimento di Lunadei in atti illeciti». La procura tuttavia, pm Filippo Di Benedetto che ha coordinato le indagini della finanza, ieri all’udienza ha depositato nuovi documenti e atti in cui Lunadei viene accusato della seconda mazzetta: dunque un’altra concussione verso il titolare di una gelateria. Tuttavia non si conoscono i dettagli della contestazione, visto il riserbo degli inquirenti.