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Il Pd contro il mal di testa «È una malattia sociale»

Il Pd contro il mal di testa «È una malattia sociale»

Circa il 12% degli italiani soffre con continuità di mal di testa e il 3% addirittura delle sue forme più acute, in modo persistente. E non si tratta solo di anziani. «Ma sono dati sottostimati...

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Circa il 12% degli italiani soffre con continuità di mal di testa e il 3% addirittura delle sue forme più acute, in modo persistente. E non si tratta solo di anziani. «Ma sono dati sottostimati – dice Lara Merighi, vicecoordinatore laico dell’Alleanza Cefalgici – perché in tanti non parlano di questo loro problema. Siamo costretti a fare disintossicazioni frequenti, visto che assumiamo analgesici in forti dosi. Tuttavia dall’emicrania non si guarisce con questi metodi, si può solo stare meglio. Sono fondamentali l’assistenza e l’informazione». Tra le richieste dell’associazione c’è il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale. Un obiettivo recepito da un ordine del giorno del gruppo consiliare del Partito democratico. «Si tratta di una patologia medica molto rilevante – sottolinea la consigliera comunale Silvia Fedeli, affiancata dal capogruppo Luigi Vitellio -. Con il nostro documento vogliamo spingere il sindaco e la giunta ad attivarsi, per quanto di loro competenza, per favorire la sensibilizzazione delle attività dell’Alleanza Cefalgici e a inoltrare alla Regione Emilia-Romagna la richiesta di farsi promotrice di una legge statale che riconosca la cefalea cronica come malattia sociale». In questo senso hanno già deliberato regioni come il Veneto, la Lombardia e la Valle d’Aosta. Una mossa simile può dettare indicazioni operative, per esempio, per la valutazione delle cefalee nell’ambito dell’invalidità civile, allo scopo inoltre di sanare una normativa attualmente molto frammentata e insufficiente. «Porteremo l’ordine del giorno in aula entro fine gennaio, ma non ci fermeremo qui: interesseremo direttamente la giunta regionale e la commissione sanità che si formerà», promette il presidente del consiglio comunale Girolamo Calò.

Fabio Terminali