«Dipendenti Provincia I soldi fino al 2016 ci sono»
Rassicurazioni di Calvano, Zappaterra e Bertuzzi, niente occupazione del Castello La Regione affronterà subito la questione. La Cgil: aspettiamo conferme sui fondi
Le rassicurazioni tanto richieste dai dipendenti della Provincia, ieri sono arrivate dai consiglieri regionali Pd e dalla senatrice Maria Teresa Bertuzzi, che hanno chiesto espressamente ai sindacati, incontrati in mattinata in via Frizzi, di tornare in assemblea con questo messaggio: non ci saranno licenziamenti nè riduzioni di stipendio. Paolo Calvano e Marcella Zappaterra, attesi all’insediamento in Consiglio regionale entro il mese, e la stessa Bertuzzi hanno insistito sul fatto che i soldi per mantenere in organico tutti i dipendenti del Castello ci sono, «bisogna leggere la relazione tecnica della Ragioneria di Stato per rendersene conto» ha sottolineato in particolare la senatrice, che si è comunque impegnata a fornire documentazioni ai sindacati. Questi due anni serviranno alla Regione e alle Unioni dei Comuni per definire le esigenze di personale, che dovrà essere prelevato (c’è un accordo in questo senso a livello regionale, e un impegno dei Comuni) dai dipendenti della Provincia in esubero rispetto alle funzioni che resteranno in Castello. Queste ultime, nel frattempo, dovranno essere meglio definite dal governo.
La nuova tempistica della procedura prevede comunque che solo il 30 aprile 2017 ci sarà l’inserimento in lista di mobilità del personale non ancora ricollocato, con la riduzione dello stipendio pari al 20%, mentre il licenziamento avverrebbe, in caso, il 30 aprile 2019. «Il Pd è comunque disponibile ad aprire un tavolo permanente di confronto, la nostra priorità è che nessuno perda il posto di lavoro» ha sottolineato Calvano, anche in veste di segretario democratico. Lui e Zappaterra hanno già chiesto al governatore Bonaccini di affrontare il tema delle Province come primo argomento in agenda.
L’assemblea, che si è svolta subito dopo, ha preso atto di queste rassicurazioni, mantenendo così la linea moderata che sta distinguendo Ferrara da altre realtà già lanciate in occupazione delle sedi. «Qui gli interlocutori non sono mai mancati e la garanzie ci sono state fornite direttamente: ora attendiamo le conferme sui soldi» spiega Cristiano Zagatti (Cgil Fp). (s.c.)
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